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Ticino
Farmacisti da 2'000 franchi al mese
Redazione
12 anni fa
L'OCST segnala un eclatante caso di sostituzione di personale a Chiasso: licenziati i residenti, assunti frontalieri. Con paghe ridicole

Stasera, come vi abbiamo riferito, si terrà a Paradiso l'assemblea dell'Associazione Ticinesi Assistenti di Farmacia (ATAF), alla presenza del consigliere di Stato Manuele Bertoli e del farmacista cantonale Giovan Maria Zanini.

Il tema caldo all'ordine del giorno sarà quello della sostituzione di personale residente con farmacisti italiani, un fenomeno che sta assumendo dimensioni preoccupanti e che quindi più di tutti ha la priorità dell'associazione.

E proprio oggi, il sindacato OCST segnala un concreto ed eclatante caso che si inserisce in questo fenomeno.

Riguarda una farmacia di Chiasso, che ha recentemente subito un passaggio di mano.

Il nuovo proprietario ha licenziato buona parte dei dipendenti della farmacia, tutti residenti in Ticino, e li ha sostituiti con personale proveniente da oltre frontiera.

Personale che percepisce, in alcuni casi, retribuzioni attorno ai 2'000 franchi mensili, ovviamente lordi.

"Va detto che il settore è coperto da un contratto collettivo di lavoro, vincolante solamente per le farmacie che fanno parte dell’ATAF: chi non ne fa parte (poco più di un 20% delle farmacie attive in Ticino) – in assenza di un decreto di obbligatorietà generale valido per il cantone Ticino – si basa esclusivamente sui contratti individuali" afferma il sindacalista OCST Giorgio Fonio. "Ed in questo ambito, non può che dilagare il rischio di dumping salariale e contrattuale così come l’effetto di sostituzione di personale indigeno qualificato a vantaggio di personale della vicina Penisola. L’unica via percorribile è quella di un Contratto collettivo di lavoro settoriale vincolante per tutti, quindi, decretato di obbligatorietà cantonale."

"La situazione è effettivamente preoccupante" continua Giorgio Fonio, "anche perché questa politica aziendale non solo crea disoccupati tra il personale diplomato, ma crea pure un clima di lavoro poco sano in un luogo dove deve essere garantita la tranquillità nel poter servire al meglio chi richiede assistenza e cure."

"Il caso di Chiasso non è isolato" aggiunge Fonio. "Ci stanno giungendo le prime segnalazioni da parte del personale di altre farmacie del Sottoceneri."

L’appuntamento di stasera è definitivamente lanciato: ci si aspettano discussioni roventi e, soprattutto, soluzioni percorribili.

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