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Salute
Farmaci sempre più cari, Zanini: "Non sono i generici a incidere sui costi"
Redazione
2 anni fa
Stando a uno studio di Interpharma e Santésuisse "ridurre il prezzo dei farmaci generici farebbe risparmiare oltre un miliardi di franchi". Il farmacista cantonale: "Il vero problema sono i medicamenti nuovi".

I medicamenti in Svizzera costano in media l'8.9% in più rispetto agli altri paesi europei. Un anno fa lo scarto era del 5.4%. È quanto mostrato dal 15esimo confronto annuale condotto da Interpharma e Santésuisse con nove paesi europei. Per i farmaci non più coperti da brevetto la differenza è addirittura del 14,3% (10,8% un anno fa). Ma le due associazioni hanno anche evidenziato come i medicamenti generici siano più economici del 45.3% fuori dai nostri confini, mentre i biosimilari del 29.9%. Da qui l'appello alla Confederazione: "Servono provvedimenti immediati per riportare i prezzi gonfiati al livello europeo. Complessivamente si potrebbero risparmiare oltre 1.3 miliardi di franchi senza alcuna perdita di qualità", spiega Verena Nold, direttrice di Santésuisse. Ma ridurre il prezzo dei generici potrebbe realmente incidere in positivo sui costi della salute? Ne abbiamo parlato con il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini.

"Non sono i generici a incidere sui costi"

"Ho l'impressione, guardando soprattutto ai discorsi che si fanno in ambito politico, che quando si affronta il problema del prezzo dei farmaci si tiri fuori la questione dei generici così da risolvere tutto. In realtà si potrebbero risparmiare 200-300 milioni su una spesa totale di 9 miliardi. Non sono pochi, ma rappresentano una quota davvero marginale. La vera sfida è quella di intervenire sui prezzi dei farmaci innovativi coperti da brevetto. Faccio l'esempio del Dafalgan: una scatola da 20 pastiglie in Svizzera costa 2,50-3 franchi, mentre oltre frontiera la si paga 1,50-2 euro. La differenza è alta, ma in termini assoluto è pari a nulla. È chiaro che è più facile dire di abbassare del 10-20% il prezzo dei medicamenti generici, rispetto a confrontarsi con l'industria farmaceutica per cercare di abbassare, magari solo dell'1-2%, il prezzo dei medicamenti innovativi. Ma quest'ultimo intervento permetterebbe di risparmiare, in termini assoluti, migliaia di franchi".

I problemi di approvvigionamento

"Quasi la totalità dei problemi di approvvigionamento si registrano con prodotti che hanno un prezzo al pubblico inferiore ai 70 franchi. Questo perché, semplicemente, questi farmaci sono sono più interessanti per chi li vende. Se noi intervenissimo cercando di abbassare i prezzi dei generici, ad esempio, da un lato non riusciremmo a modificare la fattura della cassa malati e dall'altro rischieremmo di mettere in serio pericolo l'approvvigionamento di farmaci. Potremmo anche arrivare nella situazione paradossale di avere dei prezzi sulla carta estremamente bassi, ma di non avere più medicamenti a disposizione. L'approvvigionamento deve essere il tema numero uno. Le differenze con l'estero ci sono in molti ambiti e si possono spiegare".

La differenza di prezzo

"In Svizzera abbiamo una quota di medicamenti generici che sono ancora prodotti nel nostro Paese. Questo significa che abbiamo dei costi di produzione più alti rispetto ad altre nazioni dell'Ue, così come dell'India e della Cina. Il secondo motivo sta nel fatto che in Svizzera se un'azienda vende un farmaco generico non può limitarsi a fare pochi prodotti che vendono tantissimo, ma deve produrre anche gocce, supposto, dosaggi per bambini e tutta una serie di prodotti che vengono finanziati in modo trasversale dalla vendita del preparato che va maggiormente. Questo all'estero non si fa".