
È stato abuso di autorità. Questa la conclusione a cui è giunta la procuratrice Chiara Borelli nell'ambito dell'inchiesta aperta nei confronti di quattro secondini per la gestione di un detenuto che aveva dato in escandescenza lo scorso marzo alla Farera. Come anticipato dalla Rsi, le decisioni di condanna sono giunte stamani alle parti, assieme agli abbandoni firmati per altri due secondini.
Il prevenuto, ricordiamo, aveva scagliato una sedia in direzione di un agente di custodia, rimasto ferito al polso. Quest'ultimo aveva a sua volta sferrato due pugni all'uomo, per cui, oltre al reato di abuso di autorità, è stato riconosciuto colpevole di lesioni semplici.
Nei confronti di altri tre dipendenti della struttura, intervenuti per sedare la lite, il Ministero Pubblico comunica che sono stati emessi tre decreti d'accusa per abuso di autorità e vie di fatto. Una guardia è già stata sospesa, sempre per dei pugni, mentre gli altri due hanno tirato dei calci nei confronti del detenuto 49enne. Per altri due colleghi, come detto, sono stati invece emessi due decreti di abbandono del procedimento.
Contro i quattro la procuratrice ha proposto una pena pecuniaria sospesa per due anni. Le sanzioni vanno dalle 30 alle 90 aliquote giornaliere.
Nei confronti del detenuto, ricordiamo, è stata a sua volta prospettata anche la promozione dell'accusa di violenza contro pubblici funzionari.
La posizione del Dipartimento delle Istituzioni
Attraverso un comunicato stampa il Dipartimento delle Istituzioni comunica di aver preso atto dell'emanazione dei 4 decreti d'accusa e due di abbandono contro agenti di custodia impiegate presso le Strutture carcerarie. Il consigliere di Stato Norman Gobbi tiene a ribadire "il suo sostegno e la sua fiducia nell’operato di tutto il personale attivo presso le Strutture carcerarie, in particolare negli agenti di custodia che svolgono quotidianamente una mansione complessa, quanto estenuante, a tutela della dignità e della legalità dello Stato".
"Il comportamento assunto da alcuni agenti il marzo scorso causato dalle parecchie provocazioni di un detenuto, se confermato dall’esito della procedura penale, non può in ogni caso essere tollerato".
"Correttivi volti alla gestione di questo episodio, che rimane comunque un caso isolato, come costatato dalla Commissione europea per la prevenzione della tortura in visita alle Strutture carcerarie lo scorso aprile, sono stati frattanto implementati da parte del Direttore delle Strutture carcerarie Stefano Laffranchini-Deltorchio. Oltre alle misure di carattere logistico adottate (creazione di celle predisposte per prevenuti particolarmente agitati), sono state ridefinite le procedure d’intervento in caso di persone incarcerate che stanno mettendo a rischio la propria incolumità e quella altrui. Inoltre, è stata incrementata la formazione degli agenti di custodia sull’uso della forza e delle misure coercitive, come pure la formazione dei quadri sulla gestione dell’intervento di contenimento nel suo insieme".
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