
“Far lavorare i richiedenti l’asilo? Mi sembra un’ottima idea”. Parola di Simonetta Sommaruga. Così ai nostri microfoni la ministra di giustizia e polizia presente oggi tra gli oltre 600 delegati socialisti oggi a Lugano per il congresso nazionale. Durante il congresso la consigliera federale ha messo a confronto sia gli effetti positivi che negativi dell'immigrazione in Svizzera. Secondo la ministra la spiegazione data da certe forze politiche secondo le quali l'aumento è dovuto alla libera circolazione delle persone è errata. È la nostra economia forte che attira gli immigrati, ha affermato. La Sommaruga ha quindi rilevato che senza immigrati in alcuni settori ci sarebbe penuria di mano d'opera e questi lavoratori inoltre sostengono le assicurazioni sociali. Tra gli effetti negativi ha elencato l'aumento dei costi degli affitti nei centri urbani, il dumping salariale e il lavoro nero. Ritiene comunque che la Svizzera sia in grado di risolvere questi problemi, per esempio promuovendo le cooperative edilizie per lottare contro pigioni troppo alte. Sempre secondo Sommaruga "l'accettazione dell'immigrazione dipende da una buona integrazione dei migranti." Apprendere una lingua non deve valere solo per le persone "normali", ma anche per i supermanager. In particolare ritiene sbagliato che i CEO di istituti bancari svizzeri parlino inglese durante le interviste per la televisione svizzera. Chi è capace di "dirigere una banca internazionale dovrebbe anche saper pronunciare qualche frase in francese, tedesco o italiano al microfono", ha affermato. La consigliera federale, parlando di conciliabilità di lavoro e famiglia, ha rilevato che bisogna "creare le condizioni che permettano alle donne, in particolare quelle qualificate, di non dover scegliere tra carriera e famiglia". Ha poi ricordato che "l'uguaglianza salariale non è ancora garantita: sono trent'anni che ci permettiamo questa violazione sistematica della Costituzione federale!", ha aggiunto provocando un'ovazione nella sala. In precedenza, con 199 voti contro 152, i delegati hanno accolto una versione breve del programma del partito con il motto "Per tutti, senza privilegi!", preferendo però una formulazione diversa rispetto a quella adottata dal Comitato direttore. Sono state effettuate aggiunte e modifiche in alcuni punti nel campo dell'economia, della cultura, della formazione e dello stato di diritto. Red/ATS
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