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Ticino
“Fanno paura le feste private”
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Redazione
6 anni fa
Alla luce del primo decesso in Ticino da quattro mesi, Christian Garzoni spiega che i contagi “casalinghi” fanno ormai più paura di quelli nei grandi eventi

Ieri per la prima volta dal 12 giugno in Ticino si è verificato un decesso dovuto al Covid: “Il virus non ha perso forza, quindi purtroppo continuano ad esserci pazienti ricoverati e può portare anche a dei decessi”, spiega Christian Garzoni, “siamo palesemente entrati nella seconda ondata, con circa 40 casi al giorno. Noi tutti speriamo che i casi non aumentino e facciamo appello a tutti affinché si impegnino per questo”. Le misure? Sempre le stesse, come ribadisce lo stesso Garzoni: “Ormai anche mio figlio di dieci anni mi dice che ripeto sempre le stesse cose, ma è perché ci sono due o tre regole semplici da applicare che invito tutti a seguire”, ha dichiarato infatti ai microfoni di Radio3i.

Al di là dei puntuali avvertimenti sul mantenimento delle distanze sociali e sull’attenzione all’igiene, il Direttore sanitario della Clinica Moncucco ha però commentato più a fondo i recenti sviluppi epidemiologici, specie alla luce delle ultime misure applicate dal governo.

Mascherina sempre consigliata al chiuso
Secondo il medico, “che lo Stato lo obblighi o meno” la mascherina dovrebbe essere sempre indossata al chiuso. “Tutte le misure che vengono prese sono atte a far fare alla popolazione una vita più normale possibile. Sulle mascherine andrei ancora oltre le misure applicate: oggi è bene usare la mascherina al chiuso perché, anche se cerchiamo di restare distanti, appena interagiamo superiamo la distanza di un metro. Questo non solo nei negozi ma anche negli uffici”.

“Fanno più paura gli assembramenti privati che i grandi eventi”
“I grandi assembramenti sono di per sé un problema”, spiega Garzoni, “ma se guardiamo i numeri di come si contagia lo svizzero medio, fa più paura l’assembramento privato. In poche parole, io direi alla popolazione: fate pure le cene con gli amici, ma non a 20 o 30 per volta, poche persone per volta. teniamo gli assembramenti privati limitati, così che in caso di contatti positivi anche le quarantene siano più ridotte”.

Cantoni a rischio: “Usare il buonsenso”
Alcuni cantoni presentano ormai tassi di contagi superiori a quelli dei Paesi a rischio secondo la lista dell’Ufficio federale della Sanità pubblica. Cosa consiglia Christian Garzoni riguardo ai movimenti intercantonali? “Penso valga il principio del buonsenso: gli spostamenti in una zona dove c’è tanto virus (e ricordo che tra queste oggi c’è anche il Ticino), vanno effettuati solo se strettamente necessario. Se posso evitare di andarci, magari prendendo contatto in videoconferenza o in videochiamata, sarebbe meglio farlo. Ovviamente non c’è un divieto a spostarsi all’interno della Svizzera, ma ormai siamo abituati al telelavoro e possiamo usarlo quando possibile. E se per forza dobbiamo andare in un cantone con tanti casi, bisogna adottare tutte le misure di sicurezza”.

La situazione negli ospedali
C’è un rischio che gli ospedali, con l’aumentare delle ospedalizzazioni, tornino a riempirsi? “Gli ospedali hanno dei piani in caso di aumento dei casi, ma ancora una volta la partita è nelle nostre mani. Se la popolazione riesce a mantenere i numeri bassi la situazione sarà sicuramente gestire, viceversa se i casi aumenteranno troppo lo Stato sarà costretto a misure di privazione della libertà individuale”

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