
A Biasca a inizio anno è stato votato il regolamento comunale sui rifiuti. Un articolo del testo, però, era andato di traverso a molti e ora una mozione risolleva l’argomento. Si tratta dell’articolo 21 riguardante la tassa base. Questo prevede che ogni anno il Municipio stabilisca una tassa di riferimento e poi questa venga adattata in base al tipo di contribuente. Le economie domestiche pagheranno quindi il 96%, gli esercizi pubblici e alberghi il 165%, mentre le attività economiche il 130%. Uno scarto, quello tra una famiglia e un’attività economica, che non va giù al consigliere comunale Ppd Claudio Isabella, che con il gruppo Ppd aveva votato contro il regolamento.
“È a nostro modo di vedere inconcepibile che un’economia domestica abbia a pagare praticamente la stessa tassa rispetto, ad esempio, ad un grande magazzino di vendita”, si legge in una mozione del consigliere comunale e granconsigliere biaschese. “Con la presente mozione si è propensi ad inserire nel Regolamento una diversificazione in categorie della tassa base che tenga in considerazione anche criteri oggettivi (numero delle unità lavorative, posti letto, ecc.) presenti nelle diverse realtà attive sul suolo comunale e che rispettino i principi della parità di trattamento come pure il principio di causalità”.
Per questo Isabella chiede che il Municipio elabori una modifica del regolamento sui rifiuti che sia più incisivo su chi produce grandi quantità di rifiuti.
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