
Continua senza sosta il perpetrarsi delle truffe agli anziani, quelle definite del “falso nipote”. Anche negli scorsi giorni sono giunte diverse segnalazioni alla polizia che denunciano una recrudescenza di questo fenomeno. Lo comunica la polizia stessa. Negli scorsi mesi la cifra raggiunta è di 700'000 franchi truffati alle ignare vittime. La polizia continua a mettere in guardia la popolazione e a tal proposito ricorda ancora in che modo questi truffatori operano. Il decalogo della poliziaIn primo luogo la telefonata giunge sempre da un numero "sconosciuto", dunque non riconoscibile dalla potenziale vittima poiché volutamente nascosto dagli autori. Quando si risponde al telefono, l'interlocutore/trice, si presenta sempre con un'affermazione di questo genere: "Ciao Matilde come stai? Sai chi sono? Non mi riconosci?" “Con questo approccio – dice la polizia - gli autori cercano di creare un primo contatto di fiducia. Il nome di battesimo della vittima viene facilmente trovato su elenchi telefonici o siti internet pubblici. Dunque salutandola con il proprio nome di battesimo i truffatori fanno intendere che sono buoni conoscenti o parenti. Ponendo poi la domanda "sai chi sono?" o "non mi riconosci?" cercano di ottenere un nome conosciuto di parente o conoscente dalla vittima. Qualsiasi nome verrà detto dalla vittima che crede di identificare la voce, gli autori risponderanno chiaramente in maniera positiva”. Il passo successivo è quello di iniziare un piccolo dialogo con la vittima, cercando di carpire informazioni che poi gli ripeteranno convincendola di essere effettivamente dei parenti o conoscenti. Se la vittima nel discorso iniziale solleva dei dubbi sul timbro di voce del presunto parente o conoscente, gli autori si giustificheranno adducendo a problemi di ricezione (cattiva copertura di rete per telefono cellulare) come pure a problemi di raffreddamento e dunque a mal di gola o piccoli malanni che hanno leggermente modificato il loro timbro. Nel corso della prima o seconda telefonata gli autori, fingendosi imbarazzati per il genere di richiesta, chiederanno alla vittima un prestito di denaro (da 10'000 franchi a 100'000 franchi). In mancanza di denaro da parte della vittima, chiederanno invece in pegno i gioielli presenti in casa. Questo prestito dovrà avvenire ancora in giornata. La motivazione di questo prestito di regola consiste nell'acquisto di un appartamento o di una vettura. I truffatori usando varie scuse informeranno la vittima d'aver già versato degli acconti o delle caparre, ma a causa di problemi (ritardi bancari, denaro bloccato/investito, ecc...) non possono disporre della somma necessaria per concludere l'acquisto. Con insistenza chiederanno dunque un importante somma da ottenere con urgenza in giornata. Caso contrario la caparra da loro versata verrà persa. Con questo sistema metteranno pressione sulla vittima convincendola ad aiutarli con un sostanzioso prestito. Di seguito vi sarà un susseguirsi di telefonate. Con aggiunte di dettagli, modifica della somma da prestare... Telefonate che hanno lo scopo di "stordire" la vittima e non permetterle di ragionare in maniera approfondita sulla questione. Verrà dunque chiesto alla vittima di andare velocemente in banca a prelevare l'importante somma di denaro. Gli autori chiederanno alla vittima di non riferire a nessuno di questo prelievo. Nemmeno in banca dovrà dire la vera motivazione ed in particolare di svolgere il tutto in cassa evitando di dare avviso al consulente di fiducia. Una volta prelevato il denaro gli autori nelle innumerevoli telefonate, informeranno la vittima d'essere impossibilitati a passare per il ritiro. Giustificheranno questo affermando di non poter lasciare il luogo delle trattative e/o lo studio notarile dove si trovano per la sottoscrizione dell'acquisto. Dunque a prendere il denaro direttamente a casa della vittima verrà in
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