
Il 51enne napoletano arrestato nelle scorse ore a Lugano per una maxi-frode fiscale non era nuovo ad attività illecite. Cinque anni fa, M.R., era stato pizzicato in Italia a contrabbandare sigarette. Un sistema articolato che dalla Cina conduceva alla Slovenia ed infine nei porti italiani dove i pacchetti di bionde venivano rivenduti ai tabaccai a prezzo pieno. In quell’occasione l’uomo riuscì a fuggire alla giustizia italiana rifugiandosi nel Canton Grigioni dove pianificò una nuova truffa per cui nelle prossime ore verrà estradato in Italia.
M.R. era a capo di un’organizzazione dedita alla frode fiscale che avrebbe emesso false fatture per circa 170 milioni di euro. La truffa riguardava il commercio all’ingrosso della plastica: il materiale partiva da due aziende in Romania e Germania e veniva acquistato da società sparse in tutta Europa per poi essere spedito ad aziende utilizzatrici.
Fin qui una normale prassi, se non che il passaggio che coinvolgeva le ditte importatrici italiane aveva come unico scopo quello di evadere l’IVA. Le 14 aziende al cui vertice c’era la Plastic Group di Lugano, amministrata direttamente dal 51enne napoletano, emettevano fatture false e non versavano l’Imposta sul valore aggiunto.
Le indagini, durate più di un anno, hanno portato all’arresto di 9 persone, alla denuncia di altre 23 e alla confisca di uno yacht di 20 metri. A mancare all’appello era M.R. che verrà consegnato alle autorità italiane per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale.
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