
Lei 55 anni, lui 60. Da circa nove mesi sono in carcere alla Farera e oggi sono comparsi a Mendrisio davanti al giudice Marco Villa. L’accusa nei loro confronti, sostenuta dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi, è di truffa a danno delle Assicurazioni sociali, come l’AI, e assicurazioni private come la compagnia Lloyd’s di Londra, per oltre 800mila franchi. I due coniugi di nazionalità serba e residenti in Svizzera da circa 20 anni, sono in particolare accusati di aver inscenato delle false macchie dermatologiche della donna per poter usufruire dei soldi delle assicurazioni. Tutto parte da un incidente sul lavoro nel 1993 all’Hotel Acapulco di Locarno. La donna, ancora oggi in aula, ha ribadito di essersi ferita a causa della soda caustica contenuta in una pentola. “Un incidente - ha ribadito l’imputata - che mi causa forti dolori agli arti superiori, ferite aperte e febbre”. L’accusa invece è convinta che le ferite, la 55enne se le causa da sola. Una convinzione suffragata anche dal comportamento tenuto in carcere. Infatti secondo alcune testimonianze delle guardie carcerarie, l’accusata avrebbe a più riprese tenuto un atteggiamento in contrasto con il suo presunto precario stato di salute. L’imputata dal canto suo, incalzata dal giudice Villa, ha negato a più riprese di essersi autoinflitta le ferite. In mattinata ha anche deposto il perito psichiatra che ha escluso la presenza di disturbi psichici dell’imputata. Nel pomeriggio é stato ascoltato il professore in dermatologia Renato Parizzon, che nella perizia del settembre dello scorso anno affermò che le ferite sulle braccia della 55enne sono state mantenute. E' infatti scientificamente impossibile che la soda caustica, all'origine dell'infortunio del 1993, abbia delle conseguenza prolungate nel tempo. "Nel peggiore dei casi gli effetti della sostanza spariscono dopo un mese". Ma il perito, professore universitario a Losanna, ha anche criticato il lavoro dei medici che hanno a più riprese curato l'imputata. "Ai miei studenti insegno che in casi di problemi cronici, bisogna effetturare almeno ogni tre settimane un esame istologico" ha affermato in aula il dottor Parizzon. In questo modo si sarebbe potuto capire come mai quelle ferite non sono mai guarite. La donna questa mattina ha ribadito più volte che ancora oggi le ferite si aprono da sole a causa dello stress causandole dolori fortissimi agli arti e altri problemi di salute. "Quando i dottori mi proposero l'invalidità ho detto di no: io volevo e voglio lavorare" ha dichiarato la 55enne serba. Il dibattimento continuerà domani con l'audizione degli investigatori che inchiodarono - attreverso foto e video - l'imputata e il marito in Serbia, quando vennero sorpresi in atteggiamenti incompatibili con il cattivo stato di salute che la donna diceva di avere. IC
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