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Ticino
Fallimenti: "Aumentano quelli a scopo di lucro"
Fallimenti: "Aumentano quelli a scopo di lucro"
Fallimenti: "Aumentano quelli a scopo di lucro"
Redazione
9 anni fa
Unia annuncia battaglia contro gli imprenditori "impuniti" che continuano a realizzare profitti a scapito dei lavoratori

La tematica dei fallimenti è recentemente tornata alla ribalta con la pubblicazione della loro crescita in Ticino. A preoccupare il sindacato Unia però non è tanto l’evoluzione numerica, quanto piuttosto il fatto che il fallimento si sta progressivamente affermando quale strumento di gestione aziendale. Una parte “non più marginale del padronato” non esita infatti a ricorrere al fallimento quale strumento illecito per realizzare profitti a scapito dei lavoratori, delle assicurazioni sociali e delle finanze pubbliche, denuncia il sindacato sul suo portale “denunciamoli.ch”.

“Sempre più spesso notiamo ditte che falliscono a ritmi sostenuti, per esempio 4 volte nello spazio di poco più di 6 anni, con sempre le stesse figure padronali ma anche con la stessa forza lavoro. Allo stesso modo siamo sempre più spesso confrontati con operai che si presentano ciclicamente ai nostri sportelli con 4 mesi di salari arretrati, mandati dalla stessa ditta in via fallimento. E non di rado questi operai sono confrontati al 2° o al 3° fallimento”.

L’analisi contabile di molti fallimenti, spiega il sindacato, mostra come sempre più spesso le imprese falliscano, lasciando solo qualche spicciolo di attivi, ma montagne di debiti. Debiti che, nella stragrande maggioranza dei casi, concernono salari non versati, oneri sociali non pagati e imposte inevase. “Poi però questi imprenditori li rincontriamo sul terreno, con nuove ditte ma con gli stessi operai e con i mezzi di produzione della ditta precedente, ormai fallita” raccontano i sindacalisti, che si sono accorti di un altro processo preoccupante.

“Abbiamo registrato casi in cui i datori di lavoro non solo non pagano più i salari ma prelevano tutti gli oneri sociali in busta paga senza riversarli alle competenti istituzioni. Lo stesso avviene per le imposte, da quella alla fonte all’imposta sul valore aggiunto. Questi imprenditori infarciscono letteralmente di debiti e precetti esecutivi la propria azienda, per poi fallire tranquillamente. O, peggio ancora, continuano imperterriti e tranquilli a incamerare profitti e debiti".

Unia parla di un sistema ormai malato e della mancanza di volontà politica a voler contrastrare il fenomeno: "Questi imprenditori, e il loro numero cresce, hanno capito di poter agire in questo modo perché le autorità politiche, le istituzioni pubbliche e para-pubbliche, le amministrazioni, ecc. tollerano questa politica aziendale. Non abbiamo paura di affermare che sostanzialmente l’unico segnale di un intervento istituzionale è l’emissione di precetti esecutivi a raffica. Detto altrimenti, questi padroni sanno di poter agire nella quasi totale impunità".

Troppo poche volte infatti si procede penalmente. Tolti i casi perseguiti dagli uffici di esecuzioni e fallimenti, ormai sovraccarichi, "le altre istituzioni si limitano esclusivamente a inoltrare un semplice precetto esecutivo. Praticamente nessuna altra iniziativa è intrapresa per contrastare questo fenomeno".

E i dati parlano chiaro. In Ticino la media annua delle perdite legate ai fallimenti negli ultimi 20 anni è di 252 milioni. Una cifra che scende a 132 milioni se paragonata con la media nazionale. “Si rivendicano incessantemente sgravi fiscali per “aiutare” le imprese ma non si parla mai dei costi milionari che queste scaricano sulla collettività intera e in particolari sui salariati di questo cantone” scrive ancora il sindacato, che annuncia che rafforzerà la sua lotta per invertire questa tendenza. Questo attraverso una serie di proposte politiche per combattere i fallimenti; attraverso l’aumento delle vertenze legali penali nei casi di fallimenti che vedono coinvolti i lavoratori; e attraverso una campagna mediatica costante, denunciando tutti i fallimenti “sospetti”.

Maggiori dettagli questa sera alle 18.45 nel Tg di Teleticino. 

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