
Il 9 febbraio 2014 saremo chiamati ad esprimerci sul Decreto federale concernente il finanziamento e l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria (FAIF), che prevede la creazione di un nuovo fondo destinato a finanziare l’ampliamento della rete ferroviaria svizzera, nonché il suo esercizio, la manutenzione e l’ulteriore aumento della sicurezza.
È un programma ambizioso, da realizzare a tappe entro il 2050, ma è importante sottolineare che già a partire dal 2016 potranno essere destinati al Ticino crediti per più di 250 milioni, in favore di progetti concernenti la nostra rete ferroviaria.
Sostengo il decreto perché è coerente con la politica cantonale in materia di mobilità, perché consente di realizzare i progetti esistenti che riguardano il Cantone e perché assicura i finanziamenti necessari a tempo indeterminato.
La politica cantonale in materia di mobilità è chiamata a gestire una crescita della domanda di mobilità che è ben visibile a tutti, così come lo sono le sue ripercussioni sul carico stradale, sull’economia, sull’ambiente, sulla salute e quindi sulla nostra qualità di vita.
Si prevede che la domanda complessiva di mobilità aumenterà di circa 1/3 entro il 2025.
Solo con una ferrovia moderna, dinamica ed efficiente sarà possibile raggiungere gli obiettivi che il Cantone si è prefissato in questo difficile ambito.Il traffico motorizzato individuale, che attualmente copre la maggior parte delle richieste di mobilità, è destinato ad aumentare di circa il 20%. Sarà però il trasporto pubblico a registrare la crescita maggiore, raddoppiando addirittura il numero di passeggeri trasportati, grazie anche al compimento in Ticino di importanti opere quali le gallerie AlpTransit di Bodio e soprattutto del Monte Ceneri, e alla rete dei tram destinata a giungere sino al centro della Città di Lugano. Il traffico stradale, già saturo oggi, non ha invece più margine per aumenti altrettanto importanti. Dovranno al contrario essere ripensati, perché non più sostenibili, tali eccessi, penso in primo luogo alla pressione del traffico generato da 60'000 frontalieri.
In concreto, entro il 2025, quando sarà realizzata la prima tappa, già definita e approvata dal Parlamento federale, ci saranno collegamenti più rapidi tra il Ticino e il Nord della Svizzera (Zurigo, Lucerna e Basilea) e treni ogni 30 minuti tra Locarno e Lugano. Con i finanziamenti sarà pure possibile realizzare una nuova stazione a Bellinzona - Piazza Indipendenza e potenziare il collegamento con Locarno, grazie al raddoppio del binario tra Tenero e Bellinzona. Il nuovo fondo assicurerà pure il finanziamento del corridoio per il trasporto di semirimorchi con 4 metri di altezza, necessario per il trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia.
La riforma in votazione il 9 febbraio propone di costituire un Fondo per l’infrastruttura ferroviaria valevole a tempo indeterminato e alimentato da risorse finanziarie vincolate alla manutenzione, alla conservazione e all’ ampliamento delle infrastrutture ferroviarie che permetterà di realizzare questi progetti.
Invito perciò elettrici ed elettori ad accettare il Decreto federale concernente il finanziamento e l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria (FAIF) in favore di una politica della mobilità sostenibile per tutti.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

