
Il fenomeno non è nuovo sul celebre social network, ma in questi ultimi giorni è sembrato registrare un nuovo picco di diffusione. I profili di molti utenti ticinesi sono infatti stati colonizzati da spiacevoli post marcati dalla pornografia, sotto forma di semplici immagini o anche di video, condivisi inconsapevolmente da alcuni malcapitati. Questi contenuti vengono infatti pubblicati senza che il possessore di un account se ne renda conto, con la fastidiosa aggiunta di "tag" ai profili dei propri amici, che si vedono a loro volta coinvolti in questo spiacevole affare.
"Per difendersi da tag inopportuni, basterebbe, nelle impostazioni del proprio profilo, bloccare la possibilità di tag da parte dei propri amici" ci spiega Paolo Attivissimo, al quale chiediamo però come potersi difendere, quando si è gli incolpevoli artefici di questi post di spam: "A parte i casi in cui si è data in prima persona l'autorizzazione a qualche applicazione interna a Facebook di postare contenuti sulla nostra bacheca, c'è poco da fare, se non restare ben vigili e non aprire contenuti ingannevoli. Queste campagne pubblicitarie si diffondono selezionando casualmente dei profili e sfruttando poi i relativi amici."
L'unica arma per debellare queste fastidiose campagne di spam è segnalarne il contenuto, con l'apposita funzione offerta dal social network. "L'importante è segnalare a Facebook ciò che ci dà fastidio e fare costantemente attenzione a cosa si accetta, a cosa si condivide e a quali amicizie si confermano. D'altra parte però - prosegue l'esperto informatico - anche nella realtà se decido di trascorrere la mia vita sociale in un luogo pericoloso, poi non posso lamentarmi di quel che può succedere. Stesso dicasi per Facebook, se uno vuole restare assolutamente tranquillo, non dovrebbe rimanerci."
OC
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