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Ticino
Fabio Regazzi: "Carbonizzato il Mago Otelma"
Redazione
15 anni fa
"Hanno perso quelli che hanno vinto le elezioni. E il PS ha subito l'ennesima sconfitta"

Fabio Regazzi, ex deputato PPD padre del controprogetto sulla partecipazione di AET alla centrale tedesca di Lünen, è raggiante.

L'iniziativa contro l'investimento nella centrale a carbone è stata approvata per 304 voti: 48,7% di si, 48,25% di no. Ma il dato non fa la differenza, in quanto ha stravinto il controprogetto, approvato dal 52% dei votanti (44,1% i no). Il controprogetto ha nettamente la meglio (46% contro il 39% dell'iniziativa) nella domanda sussidiaria, che fa stato nel caso specifico.

“Sono molto soddisfatto, ovviamente - dice Regazzi -. Le previsioni del Mago Otelma che mi davano per carbonizzato sono state clamorosamente smentite. Da carbonizzare a questo punto è il Mago Otelma”. Chiaro il riferimento alla prima pagina del Mattino di oggi, sulla quale Giuliano Bignasca ha dipinto carbonizzati non solo Regazzi, ma anche i ministri Laura Sadis, Paolo Beltraminelli e Marco Borradori. Assieme a loro, anche il presidente dell’AET Fausto Leidi.

Continua Regazzi: “Abbiamo vinto portando argomenti seri, pragmatici, ragionevoli. La nostra proposta é stata capita dai cittadini. E credo sia un segno di fiducia anche verso i vertici dell’AET. Hanno perso, invece, quelli che avevano appena vinto le elezioni cantonali, dunque Lega e Verdi. Mentre il PS, quantomeno i suoi vertici, hanno perso ancora una volta. Hanno prevalso le forze ragionevoli ed equilibrate del Ticino”.VIA LIBERA AL CARBONEQuindi, a questo punto l’AET può proseguire la sua partecipazione alla centrale tedesca di Lünen. Dovrà abbandonare il carbone entro il 2035, quando il Ticino potrà riscattare le concessioni idroelettriche e contare su una piena copertura di energia pulita. Nel frattempo, il Cantone creerà un fondo per la promozione delle energie rinnovabili, uno dei pilastri del controprogetto. Un fondo che dovrà stanziare fino al 2035 tra i 100 e i 160 milioni di franchi.AET: UN SEGNO DI FIDUCIA NEI NOSTRI CONFRONTIIl Consiglio d’amministrazione e la Direzione di AET hanno preso atto con soddisfazione dell’esito del voto. A seguito della decisione di Germania e Svizzera di uscire dal nucleare – scrivono i vertici dell’Azienda in una nota stampa -, si preannunciano nei prossimi anni condizioni del mercato particolarmente instabili. L’approvazione del controprogetto permette ad AET di consolidare l’approvvigionamento del Ticino e di agire attraverso un mix energetico in una fase di transizione verso un obiettivo di 100% di energia rinnovabile entro il 2050.AET interpreta il voto dei ticinesi anche quale segno di fiducia nei suoi confronti, prosegue la nota. L’azienda esce dal voto rafforzata, il che le permetterà di agire per garantire prezzi concorrenziali per l’economia ticinese e creare nuovi posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili. emmebi

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