
È un'inserzione anomala quella pubblicata oggi su La Regione da un gruppo che si definisce "gli amici di Natalia" (vedi nella gallery).
"Basta donne in Governo?" si legge. "Ci sono candidate valide di diversi partiti, ma solo sulla lista PLRT la partita è davvero aperta per l'elezione di una donna."
"Natalia Ferrara Micocci può farcela. Facciamo sì che il prossimo Governo non sia di soli uomini, votiamo Natalia Ferrara Micocci."
Seguono le firme di numerose personalità ticinesi, tra cui spiccano quelle della municipale di Lugano Giovanna Masoni Brenni, dell'avvocato Paolo Bernasconi, del clown Jakob Dimitri, del candidato PPD al Gran Consiglio Stefano Piazza, del presidente dell'Associazione impiegati di banca e già municipale PS di Camorino Matteo Gianini e del già membro della Direzione cantonale dei Verdi Usman Baig.
Un comitato multipartitico, quindi, a sostegno della candidata PLRT.
L'inserzione è stata pubblicata, guarda caso, proprio nel giorno in cui il Giornale del Popolo ha reso nota la seconda proiezione in vista delle elezioni del 19 aprile. Una proiezione che indica Natalia Ferrara Micocci in quinta e ultima posizione nel suo partito, mentre altre donne figurano molto meglio, come ad esempio la socialista Tatiana Lurati Grassi, seconda dietro all'uscente Manuele Bertoli.
La tesi degli "amici di Natalia" vengono quindi confutate dal sondaggio del GdP. Ma a parte ciò, cosa ne pensano le altre donne candidate di questa inserzione? Sosterranno anche loro colei che viene definita "l'unica donna in grado di entrare in Governo"?
"Io sicuramente non voterò Natalia Ferrara Micocci" ci dice la candidata PS Tatiana Lurati Grassi. "Voterò le donne della mia lista, perché ritengo che abbiamo le capacità e le competenze per cogliere questa sfida."
Lurati Grassi riconosce che, molto probabilmente, dal 19 aprile nel Governo cantonale il sesso femminile non sarà più rappresentato. "È un peccato che le donne potrebbero restare escluse dal Governo, ma il nostro rappresentante avrà comunque una sensibilità per le pari opportunità. Anche un uomo può difendere i diritti delle donne."
In merito all'iniziativa degli "amici di Natalia", Tatiana Lurati Grassi è scettica. "Non penso che sia la maniera corretta di procedere, perché ci sono anche altre donne in lista che potrebbero eventualmente ben figurare in Consiglio di Stato."
Infine, sul lusinghiero risultato ottenuto nel sondaggio del GdP, la candidata PS afferma: "Bisognerebbe innanzitutto capire la validità del sondaggio, sapere chi hanno intervistato. Va preso con le pinze. Quello che posso dire è che il risultato previsto per il nostro partito ci sprona a fare ancora di più."
Amanda Rückert, candidata al Governo per la Lega dei Ticinesi, non è infastidita dall’inserzione: “Ognuno fa la sua campagna elettorale, non mi disturba" afferma. "Se per alcuni, cioè per i suoi sostenitori, Ferrara Micocci è l’unica donna con possibilità di essere eletta in Consiglio di Stato, la cosa non mi tocca affatto.”
Di fronte al rischio di un governo tutto maschile, la candidata leghista sosterrebbe la collega liberale? “Se saranno scelti cinque uomini lo sapremo il 19 aprile" ci dice Amanda Rückert. "Personalmente per il Consiglio di Stato darò il mio voto ai candidati della Lega dei Ticinesi, mentre per quanto concerne il Gran Consiglio ci saranno certamente parecchie donne.”
"È vero, la presenza delle donne in Governo è a rischio" dichiara dal canto suo Tamara Merlo, candidata dei Verdi al Consiglio di Stato. "Ma i problemi del Ticino oggi sono prevalentemente quelli legati al lavoro e alla gestione del territorio e in questi ambiti le proposte del PLRT sono lontane anni luce da quelle di noi Verdi. E per me vengono prima i problemi del Ticino rispetto al femminismo."
Neanche Merlo voterà per la candidata donna del PLRT, quindi: "Ma le faccio comunque gli auguri per la sua elezione e sono felice che abbia tanti amici che la sostengono" afferma.
Tamara Merlo auspica però che la presenza di donne possa crescere nel Gran Consiglio. "Nella legislatura attuale ci sono solo 14 donne su 90 parlamentari, quattro delle quali fanno parte del nostro gruppo dei Verdi. Noi nella lista per il Parlamento abbiamo un 53% di donne. Anche il PS fa molto per la presenza femminile, ma negli altri partiti la situazione è desolante. E il problema è che un Parlamento di soli avvocati maschi non rispecchia la società. Ma per cambiare le cose non servono gli appelli dell'ultimo minuto, il lavoro va fatto a monte."
Anche la candidata PPD al Consiglio di Stato Sabrina Gendotti riconosce che il Ticino rischia di trovarsi ben presto con un Governo composto da soli uomini. Ma non ritiene indispensabile la presenza di una donna. "Se non ci fosse non sarebbe una tragedia, sarei felice se venissero elette cinque persone competenti e che lavorano per il bene del cantone" afferma.
Gendotti non guarda in casa d'altri, ma ammette che Ferrara Micocci è forse l'unica donna ad avere una chance. "Io faccio la mia campagna elettorale e proseguo per la mia strada, chi vorrà mi sosterrà, e vedremo i risultati il 19 aprile. Nel PLRT forse la situazione è più aperta, perché oltre a Christian Vitta, un politico già esperto, ci sono tanti giovani e quindi magari Natalia potrebbe avere qualche possibilità in più."
La candidata PPD non esclude in partenza di dare un voto alla collega PLRT, anche se per ora non ha ancora deciso quali nomi crociare sulla sua scheda. In ogni caso la sua priorità non è quella di vedere una donna in Governo, bensì di far crescere il proprio partito: "Vorrei che ci fossero uno o ancor meglio due consiglieri di Stato PPD."
Non abbiamo interpellato nessuno per La Destra, visto che la formazione ha presentato una lista per il Governo al 100% maschile. Evidentemente anche per loro la presenza di una donna in Governo non è fondamentale.
PB/AS
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