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Ticino
"Fa male vedere quattro giovani condannati"
Redazione
17 anni fa
Dopo la quarta condanna per l'aggressione che portò alla morte di Damiano Tamagni parla lo zio Samuele

Oggi (vedi qui, ndr.) la quarta condanna di colpevolezza. La giustizia fa il suo corso. Senza voler entrare nel merito della sentenza, qual è il suo stato d’animo? “Dolore - ci dice Samuele Tamagni - dolore perché fa male vedere quattro giovani condannati. Ed il quarto conosceva talmente poco gli altri tre”. E ora… “Noi cerchiamo di andare avanti, facendo di tutto per fare in modo che la ferita si cicatrizzi, combattendo il male con il bene”. Stamane la notizia di un nuovo episodio di violenza giovanile a Locarno, poco lontano dal luogo dove Damiano è stato ucciso. E, altra similitudine, sembra che uno dei due giovani sia finito a terra, dove sia stato colpito più volte con dei calci dall’altro giovane… “Quello della violenza giovanile è un fenomeno molto complesso. Pensiamo anche a Giuseppe Fera - siamo in altri contesti ed in altri modi - ma si tratta sempre di giovani. Si possono dire tante parole. E si possono portare avanti tante iniziative. Ma bisogna saper coinvolgere ed attivare le coscienze sia delle famiglie che dei giovani. Solo così queste iniziative potranno diventare utili e queste parole concretizzarsi. La Fondazione Tamagni serve anche a questo, ma è solo una goccia nel mare”. Lei è tutti i giorni a contatto con i giovani. Qual è la sua impressione? Tra i giovani ticinesi c'è maggiore coscienza verso il problema della violenza?  “Tra quelli che conosco io si, ma è solo una piccola parte di loro”. “Quello della violenza giovanile - aggiunge - è un problema che non bisogna banalizzare. Ma si può dire che ci sono gruppi di ragazzi più violenti di altri. E che non tutti i giovani sono cattivi. E anche che non sono neppure tutti da reprimere”. Lei cosa pensa delle misure proposte dal gruppo di lavoro sulla violenza giovanile creato dal Cantone a seguito della morte di Damiano? “Capisco che, da un lato, lo Stato deve far fronte anzitutto a quei ragazzi che hanno già usato violenza per cercare di rieducarli ad un senso civico ed umano. Più che parlare di prigioni giovanili e riformatori parlerei però di istituti appositi, che credo che in Ticino manchino. Alcune proposte sono molto buone. Altre invece, come quella del coprifuoco, credo siano state lanciate più che altro quale provocazioni per lanciare il dibattito. Perché il problema c’è. E bisogna farci fronte” Quali i prossimi progetti della Fondazione Damiano Tamagni? “Ci sarà presto una conferenza stampa per lanciare il prossimo progetto, che sarà una campagna di sensibilizzazione nelle scuole. E sempre nelle scuole è in corso il progetto del fumetto, che dovrà uscire quest’anno. E poi un concorso di carnevale. Nel nostro cassetto ci sono poi anche collaborazioni con altre fondazioni ed istituzioni del cantone”.joe.p.

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