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Ticino
"Expo 2015, speriamo in un ritorno turistico"
Redazione
11 anni fa
Giro di pareri fra i politici ticinesi a venticinque giorni dal via. È una manifestazione ancora attuale? Hanno fatto bene i ticinesi a bocciare il credito pubblico?

Mancano venticinque giorni all'apertura di Expo 2015.

A Milano, fervono i preparativi, ma come ha ammesso ancora oggi il sindaco Giuliano Pisapia, non tutto sarà terminato in tempo.  "Con la cautela dovuta, posso affermare che si vedono i passi in avanti e abbiamo la certezza che sarà possibile visitare il Padiglione Italia almeno nelle sue parti espositive", ha commentato nel corso di una conferenza stampa. "I padiglioni sono quasi tutti pronti, siamo molto avanti rispetto ad altri Expo. Alcuni padiglioni sono bellissimi."

Il Ticino ha bocciato alle urne la partecipazione diretta alla manifestazione con finanziamenti pubblici, mentre i cittadini di Chiasso si sono a loro volta espressi contro il TrenHotel. Il nostro Cantone sarà quindi presente a Milano unicamente con un programma ridotto, interamente finanziato da privati. Ora che Expo 2015 è alle porte, c'è rammarico per questa amputazione? Cosa si attendono i politici ticinesi dalla manifestazione, e come prevedono che andrà? Loro stessi la visiteranno?

Daniele Caverzasio, candidato al Consiglio di Stato per la Lega, per coerenza ha deciso che non si recherà a Milano. "Avendo raccolto le firme, non ci andrò. Ciò che mi chiedo è se una manifestazione del genere, nell'era del globale in cui con un paio di clic si è a casa di tutti, abbia ancora senso e sia adatta ai tempi. A mio avviso, è completamente superata. Lascia dietro di sé il nulla, oltretutto il fatto che siano ancora indietro coi lavori dimostra che a Milano non sono pronti, come ci aspettavamo, anche se l'Italia ci ha sempre stupiti con la sua creatività. E tra infiltrazioni mafiose ed altri casi, quasi tutti gli organizzatori hanno fatto un giretto in Procura... Si tratta di un evento legato al cibo (anche se, senza fare la morale, visti gli anziani che pescano nei cassonetti per avere da mangiare, dei soldi per il cibo potevano essere spesi meglio) che però avrà risvolti principalmente commerciali, e penso che come tutte le grosse manifestazioni, basti vedere quelle sportive, non lascerà molto. Spesso in questi casi si va nelle cifre rosse." 

Quindi, Caverzasio è ancora oggi contento di quanto deciso dai cittadini ticinesi. "C'erano altre priorità per quei soldi. Sono stati trovati dei privati che hanno scelto di investire, è la prova che ce n'erano. Può essere non dico una lezione ma quanto meno un esempio che in certi casi è bene prima coinvolgere i privati in un momento in cui si parla di aumentare i moltiplicatori. Chi ha deciso di mettere propri soldi di certo non è uno sprovveduto, ha concluso che ne valeva la pena.

Il candidato leghista non si attende però risvolti turistici positivi per il Ticino. "Di sicuro, il franco così forte non aiuterà il turismo ticinese. Abbiamo fatto il pieno nel week end pasquale grazie al bel tempo, e dobbiamo giocarci le nostre carte con la bellezza del territorio."

Michele Bertini, in corsa per l'Esecutivo per il PLR, pensa soprattutto ai ritorni di pubblico per il Cantone. "Io andrò a vederla, come curioso, per rendermi conto di che cosa si tratta esattamente. Non capita tutti i giorni di avere un Expo di queste dimensioni a 80 chilometri da casa, per cui mi prenderò una giornata per visitarla. Ma la domanda che ci dobbiamo porre non è se ci andrà Bertini, bensì se chi si recherà a Expo verrà anche in Ticino? Saremo una meta complementare o alternativa? Per me è un'occasione da sfruttare, abbiamo delle buone carte da giocarci (dal territorio favoloso alle strutture sino all'accoglienza)."

Il municipale di Lugano non contesta le scelte dei ticinesi. "La popolazione ha optato per questa via. Speriamo però di ottenere dei frutti, ci sarà probabilmente una forte affluenza a Milano e se anche una minima parte di questi turisti venisse da noi e riuscissimo a mostrare le bellezze del Ticino, avremmo vinto. Abbiamo tutto da guadagnare e nulla da perdere."

Sui ritardi, Bertini non si dice sorpreso. "Quando si ha a che fare con l'Italia, sono questioni all'ordine del giorno. Ricordo che la stessa cosa avvenne con i Mondiali nel 1990. Gli italiani riescono poi sempre a piazzare il colpo di reni finale. Se manifestazioni così sono ancora attuali va chiesto a chi le organizza, noi vivremo sicuramente di luce riflessa, se Expo andrà bene e noi saremo bravi a sfruttarlo. Sono molto pratico e penso a questo."

Per il PS, la candidata al Governo Tatiana Lurati Grassi non è ancora certa di andare a Expo. "Potrebbe darsi che vada a vedere un'importante vetrina sul mondo per conoscere e farsi conoscere. Credo che sia una manifestazione ancora attuale, perché è vero che con Internet si è informati su quanto succede dappertutto, però è vero anche, e me ne sto rendendo conto con la campagna elettorale, che un paese va visto dal vivo, parlando con le persone e scoprendo le varie realtà e le caratteristiche non solo attraverso quanto detto dai social."

Gli investimenti privati sono a suo avviso un'ottima soluzione. "Alla votazione avevo votato sì. Expo è un'opportunità e con la partecipazione indiretta si è trovato un buon modo."

Anche la candidata socialista si augura un ritorno turistico. "È difficile dire che risultati avrà il Ticino da questo evento, spero ce ne siano soprattutto per il turismo, con gente in transito che magari si può fermare solo a dormire, oppure rimanendo qui una giornata e ripartendo la mattina dopo per Milano. Può essere una prima presa di contatto con la nostra realtà, il modo di avere una prima impressione."  

Per quanto concerne i ritardi, Lurati Grassi è ottimista. "La Svizzera ha sempre dato un buon esempio sull'essere pronti con anticipo per le manifestazioni, l'Italia dal canto suo è dotata di spirito di inventiva e imprenditorialità e arriverà a risolvere i problemi ed aprirà Expo non dico con tutto finito ma almeno con i 3/4 ultimati. Spero che i casi finiti sotto la lente della giustizia, come i casi di infiltrazione mafiosa, non gettino cattiva luce, perché non tutto è marcio e va riconosciuto il grande impegno di chi si è messo a disposizione per mettere in piedi una manifestazione di rilievo, lavorando giorno e notte. Mi auguro anche che sia stata effettuata una riflessione su quanto rimarrà e che gli investimenti possano rimanere, anche come impieghi."

Sul fronte PPD, il candidato al Governo Fabio Regazzi intende andare alla manifestazione. "È un'esposizione di portata internazionale alle porte del Ticino e in cui il Ticino sarà presente, penso che per chi ha la possibilità valga la pena visitarla. Vorrò capire che aria tira."

Secondo lui, l'Expo di Milano sarà un test importante sull'attualità di eventi del genere. "Mi domando se abbiano ancora senso, essendo cambiato tutto. Ritengo sia un test per rendersi conto che il mondo è mutato e che forse si deve pensare ad altre forme. Non prevedo un successo galattico, certamente è una manifestazione importante e muoverà diverse cose ma non sarà un enorme successo."

Sui ritorni per il Ticino, non è molto positivo. "L'imprenditoria, il settore in cui opero io, non avrà nessun vantaggio. Ma il turismo potrà avere qualche riflesso." Regazzi, infine, non commenta il voto popolare sulla partecipazione pubblica a Expo e sul TrenHotel. "Non giudico il voto, se ne deve solo prendere atto."  

PB

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