
A quasi due anni dalla sua parziale demolizione, l'ex Macello torna d'attualità. In un'intervista rilasciata a LaRegione, la municipale Cristina Zanini Barzaghi non ha infatti escluso la possibilità di riaprire la struttura, con nuove modalità di dialogo e una nuova convenzione. "Resto fiduciosa che si riesca a trovare una soluzione con una nuova convenzione", ha dichiarato la municipale al giornale, sottolineando al tempo stesso le diverse sfumature dell'autogestione. "Con alcune realtà delle intese si sono già trovate. Una parte dell’ex Macello si potrebbe già ora riaprire. Si può provare a riaprire un dialogo con una nuova modalità e concedere per qualche anno questi spazi per offrire qualcosa di interessante che resta nel tempo. Sarebbe un nuovo inizio che aiuterebbe poi a realizzare il progetto più ampio di riqualifica di tutto il sedime".
Zanini Barzaghi ha poi ricordato il periodo di tensione vissuto in Municipio nei giorni dello sgombero e della demolizione: "Quel periodo è stato burrascoso e tutt’oggi è un argomento ostico in Municipio. Durante la mia prima legislatura ho voluto attivare un dialogo, sono stata a un’assemblea del Molino e ho potuto visitare tutti gli spazi occupati. Occorreva procedere per gradi per arrivare a ridefinire la convenzione. Poi in Municipio nel corso degli anni le posizioni si sono irrigidite sempre di più. La demolizione è stata un trauma".

