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Ticino
Ex macello, planimetrie chieste settimane fa
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
Queste sarebbero state richieste dalla polizia già alla notifica del potenziale sgombero. Aumentano inoltre i misteri: una cellula di crisi costituita apposta per sabato 29 maggio non sarebbe nemmeno stata consultata

Planimetrie dell’ex macello richieste dalla polizia agli uffici comunali - settimane prima della demolizione - e un gruppo di picchetto della magistratura, costituito apposta per la manifestazione del 29 maggio, neanche consultato su quest’opzione. Questi gli ulteriori tasselli aggiunti oggi, sulla base di un’inchiesta del Caffé, al fosco quadro della notte dello sgombero del centro sociale . Questo dopo il giallo della mail divulgata da Unia - poi smentita dalla polizia - in cui un’azienda di costruzione sarebbe stata preavvisata della necessità di demolire parte dell’ex macello alle 17:50, ovvero ben prima dell’occupazione dell’ex Vanoni da parte degli autogestiti.

Planimetrie richieste in anticipo
Il domenicale infatti, sulla base di sue fonti, suggerisce che le forze dell’ordine avessero quindi preso al vaglio la necessità di demolire settimane prima della manifestazione programmata, demolizione poi giustificata con la necessità di mettere in sicurezza i tetti per impedire che i manifestanti vi salissero ma che infine ha interessato un intero blocco dello stabile. La polizia avrebbe quindi chiesto preventivamente ai funzionari comunali quali parti erano da preservare, il tutto apparentemente all’oscuro del Municipio, che ha sempre affermato di aver appreso questa opzione, proprio dalla polizia, dopo le 22 di sabato 29 maggio.

Magistratura non consultata

Sempre secondo il Caffé, che si basa su una “fonte qualificata”, proprio prima della suddetta manifestazione era stato costituito un “picchetto rafforzato “di procuratori e polizia giudiziaria pronto a intervenire nel caso fossero occorsi disordini gravi. Questi avrebbero fatto il punto il giorno precedente alla protesta e in quell’occasione, sempre stando alle fonti del domenicale, non sarebbe nemmeno stata ventilata dell’ipotesi di uno sgombero. Inoltre, sia durante il corso del 29 maggio, ovvero durante la manifestazione, fino alle prime ore di domenica 30, quando la demolizione è stata messa in pratica, né questo gruppo né la magistratura sarebbero stati consultati alcun modo. Un fatto definito “grave” dal giornale, che solleva ulteriori perplessità sull’effettiva responsabilità delle decisioni prese lo scorso week end.

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