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Ticino
Ex Macello: le macerie in sicurezza
Redazione
5 anni fa
I detriti della struttura abbattuta sabato notte sono stati coperti. Intanto Forum Alternativo chiede le dimissioni di Borradori e Valenzano Rossi

Oggi il “cantiere” dell’ex Macello di Lugano è tornato operoso. Sulle macerie del centro sociale è stata spruzzata dell’acqua per contenere le polveri, poi sono state coperte con dei teli di plastica.

I lavori, fatti in un’area sotto sequestro, sono stati fatti con l’accordo del Ministero pubblico su indicazione della Sezione protezione aria, acqua e suolo del Cantone. Si tratta di una “ridefinizione finalizzata a una messa in sicurezza precauzionale (confini circoscritti e coperture preventive di salvaguardia). Le telecamere di Teleticino hanno immortalato i lavori.

L’inchiesta
Il sequestro della zona interessata dalla demolizione è stato ordinato dal Ministero pubblico, dopo che negli scorsi giorni è stato aperto in incarto contro ignoti per violazione intenzionale, subordinatamente colposa, delle regole dell’arte edilizia e infrazione alla Legge federale sulla protezione dell’ambiente. Approfondimenti sono ancora in corso per chiarire se il procedimento debba essere esteso anche al reato di abuso d’autorità. L’inchiesta è condotta dal Procuratore generale Andrea Pagani e dal Procuratore pubblico capo Arturo Garzoni.

ForumAlternativo chiede le dimissioni di Borradori e Valenzano Rossi
Alla luce delle rilevazioni del sindacato Unia, secondo cui la decisione della demolizione dell’Ex Macello è stata presa prima dell’occupazione dello stabile Vanoni, il movimento ForumAlternativo chiede le dimissioni del sindaco di Lugano Marco Borradori e della municipale Karin Valenzano Rossi. “Alla luce di questa notizia, restano aperte due ipotesi”, sottolinea il movimento. “O i due esponenti dell’esecutivo hanno mentito o il municipio - nello specifico la capo dicastero in primis - non sanno gestire le derive della polizia! Tutte e due molto imbarazzanti e gravi”. La richiesta di dimissioni è quindi considerato “un atto dovuto” vista la “manifesta e reiterata falsità nell’esporre i fatti della notte di sabato 29 maggio”.

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