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Ticino
Ex Macello, la Lega abbandona l’aula
Lara Sargenti
5 anni fa
Il movimento di via Monte Boglia ha lasciato la seduta parlamentare in quanto ritiene che non è stata espressa piena solidariertà al sindaco Marco Borradori dopo i fatti di ieri sera

Il gruppo della Lega dei ticinesi sbatte la porta e lascia l’aula del Gran Consiglio. È successo pochi minuti fa durante la seduta del Parlamento mentre il presidente del Legislativo Nicola Pini commentava i recenti fatti in relazione all’autogestione e la demolizione dell’ex Macello. Proprio ieri il parlamento ha rinviato in Commissione sanità un rapporto sul futuro del centro autogestito di Lugano. “Il Gran Consiglio”, ha ricordato Pini, “ha deciso di prendersi del tempo per approfondire i fatti delle ultime ore, identificare le responsabilità, verificare il rispetto della legalità, ma anche per sedersi nuovamente al tavolo commissionale per cercare di identificare delle soluzioni il più possibile condivise da riproporre qui con maggiore serenità”. A nome dell’Ufficio presidenziale Pini ha poi condannato “ogni forma di violenza, sia fisica che simbolica”, ha espresso solidarietà “a chi ha subito violenze e minacce ieri sera”, e ha riaffermato con decisione “l’importanza di un dialogo schietto, duro negli argomenti, ma sempre corretto, civile e non violento”.

Per il movimento di via Monte Boglia tutto questo tuttavia non è bastato. Il gruppo aveva chiesto al Presidente di esprimere, in apertura di seduta, piena solidarietà al sindaco di Lugano e a tutti gli abitanti di via Motta, dopo che ieri sera “teppisti dello CSOA” hanno preso d’assalto la strada. Un assalto giudicato di una “gravità inaudita” dalla Lega. “Il Sindaco viene minacciato solo per aver esercitato le sue funzioni di membro dell’esecutivo democraticamente eletto dai cittadini, il tutto di concerto con la maggioranza dell’esecutivo”, ha sottolineato in aula il capogruppo Boris Bignasca. Questa solidarietà, ha aggiunto, “va estesa a tutti i municipali, a tutte le forze dell’ordine e a tutte/i le cittadine/i onesti che da anni sono costretti a vivere nella paura per colpa dei teppisti dello CSOA. Nel contempo condanniamo la violenza dei teppisti dello CSOA che hanno solo negli ultimi mesi perpetrato tutta una serie di inciviltà e di reati: perturbazione del traffico ferroviario, lesioni ad una giornalista, occupazione di stabili altrui privati e pubblici, manifestazioni non autorizzate, minacce, danneggiamenti, sommossa, aggressioni ai danni delle forze dell’ordine e tanto altro”. Per questa ragione, ha concluso Bignasca, “fino a quando il Gran Consiglio non condannerà fermamente queste violenze, il gruppo della Lega non parteciperà alle sedute. Non riteniamo di poter continuare ad esercitare il nostro mandato democratico se sottoposti a costanti minacce per la sola colpa delle nostre idee”.

Dopo l’uscita del gruppo, i lavori parlamentari sono proseguiti. “Prendiamo atto della decisione della Lega. Ma abbiamo tante sfide e dobbiamo andare avanti”, ha dichiarato Pini, che ha proceduto con l’ordine del giorno.

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