
"Lo sgombero del centro sociale sarebbe uno sbaglio", questo il parere dell'ex sindaco di Lugano Giorgio Giudici sul futuro dell'ex Macello. Le dichiarazioni che ha rilasciato, raccolte da Ticinonline, sono raggruppabili in tre punti: "Sfrattare il centro sociale autogestito – riassumiamo – sarebbe un grosso errore e causerebbe reazioni imprevedibili; le persone che lo frequentano andrebbero apprezzate (anche se Giudici non ne condivide le posizioni) per l'attaccamento che hanno ai loro ideali; bisognerebbe trovare un progetto che preveda la loro permanenza".
Pur non bocciando in toto il progetto, il centro autogestito si è espresso in modo abbastanza chiaro: "Al di là delle tante parole, qua siamo e qua resteremo". Un bel paletto per l'Esecutivo, che come ultima ratio non esclude lo sfratto.
Da parte sua, il vicesindaco e responsabile del Dicastero polizia Michele Bertini esamina la questione da un'altra prospettiva dichiarando: "L'idea principale, che sostengo da quanto ho iniziato la mia attività politica nel 2008 come consigliere comunale, è quella di poter riqualificare l'area dell'ex Macello e donarla a tutti i luganesi. È questo l'obiettivo da tenere a mente, non lo sgombero".
Prima o poi però si porrà un problema pratico. E qui Bertini non concorda con il suo storico sindaco. "Se per raggiungere questo obiettivo bisognerà passare da uno sgombero, e questo non è ancora certo, dipende da come evolverà la discussione con gli autogestiti, allora lo affronteremo".
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

