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Lugano
Ex Macello, disposta un’altra perizia
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
17 ore fa
Il procuratore generale Andrea Pagani vuole chiarire se nella notte della demolizione vi fossero alternative di polizia.

Si allungano i tempi per la chiusura dell’inchiesta-bis sulla demolizione parziale dell’ex Macello di Lugano, avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 maggio 2021. Secondo quanto riferisce il Corriere del Ticino, il procuratore generale Andrea Pagani ha disposto una nuova perizia per chiarire se quella notte vi fossero alternative alla demolizione del dormitorio. In particolare, si vuole accertare se fossero praticabili altre misure, come murare le finestre o predisporre un cordone di polizia per impedire il rientro degli autogestiti, che poche ore prima avevano occupato l’ex Vanoni.

Detriti e masserizie

Nell’area restano oggi i detriti dell’ex centro sociale. Dopo il dissequestro deciso nel 2024, Città e autogestiti, ricordiamo, hanno trovato un accordo sulla denuncia per danneggiamento relativa agli oggetti personali: la querela è stata ritirata in cambio di un risarcimento di 35 mila franchi. Il Consiglio comunale ha intanto stanziato 527 mila franchi per lo smaltimento dei detriti, che inizierà a breve. Resta aperta la questione delle masserizie ancora presenti nell’area: il Municipio dovrà approvare un credito di alcune decine di migliaia di franchi per completare i lavori, senza passaggio in Consiglio comunale, trattandosi di una spesa nelle competenze dell’Esecutivo.