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Ticino
Ex-funzionario DSS, la protesta di “Io l’8 ogni giorno”
Marco Jäggli
6 anni fa
Il collettivo attacca “il clima omertoso” che avrebbe indotto al silenzio le altre vittime, provocando la prescrizione di vari reati. Criticata inoltre la gestione sociale e legale dei casi di violenza sessuale

In attesa della sentenza del processo d'appello per il caso dell'ex-funzionario del DSS condannato in primo grado per coazione sessuale, oggi a Locarno il collettivo Io l'8 ogni giorno ha compiuto un’azione “per dimostrare la nostra solidarietà e sorellanza nei confronti delle vittime”. Il collettivo ricorda in particolare che “almeno una delle vittime aveva provato a denunciare le molestie all’epoca dei fatti, senza ottenere il necessario sostegno” e attacca quindi il “clima omertoso che ha indotto il silenzio delle altre vittime e che ha provocato la caduta in prescrizione della maggior parte dei reati di cui è stato accusato l’ex funzionario. Delle tre vittime che avevano potuto sporgere denuncia nel 2018, solo una ha deciso di ricorrere all’appello”. Negli anni, ricordiamo, sono state almeno 7 le donne a rivolgere accuse di questo tenore al funzionario imputato.

“Una nuova violenza contro le vittime”
Per Io l’8 ogni giorno, “stiamo assistendo a uno scandoloso esempio di ‘vittimizzazione secondaria’: ossia di una seconda violenza nei confronti della vittima, ad opera questa volta delle istituzioni che dovrebbero proteggerla. La disgustosa strategia adottata dalla difesa dell’imputato è infatti tutta incentrata sull’attaccare la credibilità della vittima e sul banco degli accusati sta finendo proprio lei”. Con questa pratica, per il collettivo, ”ogni minima incertezza, dimenticanza, esitazione, discrepanza nei racconti delle vittime si tramuta così in un attacco frontale alla loro credibilità. Tuttavia, rievocare degli eventi intimi e traumatici, tanto più se avvenuti diversi anni prima, non è mai facile. La rievocazione di un trauma è per sua essenza un’elaborazione che può emergere in modo frammentario o un pezzo alla volta”.

“Una donna su cinque subisce molestie, poche le condanne”
Questo, per il collettivo, concorre alla difficoltà di ottenere giustizia per le vittime di violenza sessuale: “In Svizzera”, scrivono, “ben una donna su cinque subisce degli atti sessuali contro la sua volontà. Solo una minima percentuale (l’8%,secondo una recente inchiesta di gfs.bern) delle vittime decide però di procedere a una denuncia, ma in tribunale le donne sono raramente credute: nella stragrande maggioranza dei casi non vi è infatti alcuna condanna (se guardiamo i dati degli ultimi anni, all’incirca poco più di 1 imputato su 5 è effettivamente condannato)”. Per Io l’8 ogni giorno, “non essere ascoltate quando si chiede aiuto, non essere credute quando si denuncia, non vedere rispettato il proprio diritto alla privacy sono tutte forme di violenza istituzionale che si sommano agli abusi subiti!”

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