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Ticino
Ex-funzionario DSS, chiesta un’altra CPI
© CdT/Gabriele Putzu
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Marco Jäggli
5 anni fa
La domandano i granconsiglieri Merlo, Aldi, Dadò e Bignasca alla luce della condanna per violenza carnale comminata oggi dalla corte d’appello: “Bisogna mettere in luce le nuove circostanze emerse”

Dopo la prima richiesta, presentata lo scorso 24 settembre 2020, i parlamentari Tamara Merlo (Più Donne), Sabrina Aldi (Lega), Fiorenzo Dadò (PPD), Boris Bignasca (Lega) ci riprovano e chiedono nuovamente al Gran Consiglio una Commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce sugli abusi dell’ex funzionario del DSS condannato oggi in appello a 18 mesi (con la condizionale) per violenza carnale. “La presente non vuole semplicemente riproporre quanto è già stato rifiutato”, scrivono i firmatari, “ma mettere in luce le circostanze nuove emerse, che impongono un riesame della questione”, aggiungendo che “non si tratta di rifare un processo a M.B., ma secondo una procedura corretta e ordinata per evitare ogni abuso si tratta di valutare il modo in cui l'Amministrazione cantonale ha gestito la vicenda (evidenziando meccanismi di disfunzionamento o disorganizzazione) ed eventualmente proporre correttivi, soprattutto se si pensa che sulla fattispecie non è mai stata svolta alcuna inchiesta amministrativa”. Dunque “Secondo l’art. 39 cpv. 1 LGC allorché eventi di grande portata istituzionale nel Cantone richiedano uno speciale chiarimento, il Gran Consiglio, sentito il Consiglio di Stato, può, a maggioranza assoluta, istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta”.

La Commissione, nelle intenzioni dei quattro parlamentari, dovrà avere il seguente mandato:
1.verifica delle eventuali responsabilità politiche e amministrative dell’allora Consiglio di Stato, dei funzionari dirigenti e dei servizi competenti coinvolti a vario titolo nella gestione del settore della politica giovanile;
2.verifica di azioni o omissioni non conformi alle prescrizioni legali, alla prassi o alle direttive interne, valutazione delle stesse ed eventualmente proposta di correttivi;
3.valutazione generale delle direttive e prassi attualmente in vigore e di eventuali proposte di adeguamento per rafforzare la tutela da abusi e molestie.

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