
Comparirà alla sbarra venerdì prossimo il 33enne italiano domiciliato in Ticino accusato di sommossa, violenza e minaccia contro le autorità e ingiuria, in relazione ai fatti avvenuti nel gennaio 2012 all'USI, durante una conferenza cui presenziava l'allora procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli. Lo scrive oggi il Corriere del Ticino.
L'uomo, che lavorava come docente per il Cantone, è accusato dal procuratore generale John Noseda di essersi macchiato quel giorno di diversi reati, danneggiando l'immobile, lanciando oggetti contro i poliziotti e colpendo un agente con una bandiera, nell'ambito di una protesta inscenata da alcuni attivisti No Tav, contrari alla presenza di Caselli a Lugano.
Il 33enne è inoltre accusato di aver affisso sui muri dell'autosilo dell'Ospedale Civico di Lugano una serie di volantini in cui il consigliere di Stato Norman Gobbi veniva comparato con un fotomontaggio al gerarca nazista Hermann Göring.
In seguito a questi fatti, il Cantone aveva deciso di non rinnovare il contratto d'impiego all'uomo. Il quale, come detto, venerdì comparirà in aula.
La Corte sarà presieduta dal giudice Mauro Ermani, mentre la difesa dell'ex docente è assicurata dall'avvocato Costantino Castelli.
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