
Il progetto di trasformare l’ex caserma dei Carabinieri di Fornasette in un centro di alloggiamento per migranti è stato accantonato, e la sezione del Partito Liberale Radicale di Tresa arriva una presa di posizione dai toni soddisfatti, ma anche rivendicativi. Secondo la sezione, la decisione rappresenta il risultato di mesi di prese di posizione e di pressione politica portate avanti sul tema della sicurezza e della gestione del territorio di confine. Il partito sostiene di aver raccolto fin dall’inizio del 2025 le preoccupazioni di residenti, famiglie e commercianti della zona di Fornasette, confrontati quotidianamente con una realtà definita «sempre più fragile».
Carenza di controlli e insicurezza
Nel mirino finiscono soprattutto la carenza di controlli, il senso di insicurezza percepito dalla popolazione e quella che il partito definisce una scarsa attenzione da parte delle autorità superiori verso le regioni di confine. «Mentre altri sceglievano il silenzio o minimizzavano il problema, il PLR di Tresa ha avuto il coraggio politico di sollevare pubblicamente la questione», scrive la sezione liberale radicale, ricordando l’intervento pubblico del 22 febbraio scorso con cui aveva chiesto a Cantone e Confederazione di riconsiderare il progetto. Per il partito, il dibattito non si sarebbe limitato al solo Malcantone, ma avrebbe coinvolto anche amministrazioni e cittadini italiani delle aree confinanti, alimentando un confronto più ampio sulla gestione della fascia di frontiera.
Conciliare accoglienza e pragmatismo
Nel comunicato il PLR insiste sulla necessità di conciliare accoglienza e pragmatismo: «La politica deve saper coniugare solidarietà e realismo». Una frase che riassume la posizione del partito, secondo cui decisioni di questo tipo non possono essere imposte senza valutare attentamente l’impatto sulla sicurezza, sulla qualità della vita e sulla coesione sociale delle comunità locali. La rinuncia al centro migranti viene quindi definita «un primo importante passo», ma il PLR di Tresa guarda già oltre, chiedendo una strategia più chiara per il futuro del Comune. Tra le priorità indicate figurano il presidio del territorio, il sostegno alle attività economiche locali e la valorizzazione del patrimonio turistico e paesaggistico del Malcantone. «Il nostro Comune non deve essere percepito come una periferia dimenticata», conclude il partito, rilanciando la necessità di considerare Tresa una realtà strategica di confine che merita investimenti, attenzione politica e una visione di lungo periodo.

