
Attraverso una mozione il gruppo MPS-POP-Indipendenti del Gran Consiglio chiede al Governo che gli studi e le cifre divulgati dalle autorità e dall’amministrazione cantonali siano realizzati in maniera trasparente e accessibili a tutti.
“Per anni si sono tessute le lodi dei grandi gruppi di Moda italiani che si sono insediati in Ticino - scrivono i deputati - ma in realtà solo le attività di logistica e fatturazione sono state trasferite nel nostro Cantone, e per mere questioni di ottimizzazione fiscale. La tanto decantata Fashion Valley è una distesa di capannoni che non ha nulla di glamour. Perfino parlare di Moda risulta assurdo visto che nessuno di questi gruppi produce in Ticino”.
“Era chiaro già in passato - spiegano i deputati - che l’elevata produttività del commercio all’ingrosso di articoli di abbigliamento era gonfiata dalle pratiche di ‘ottimizzazione fiscale’ ora non più tollerate a livello internazionale. Sembra però che nessuno abbia tenuto conto di questi fattori”.
“Nello studio ‘Oltre la metà del guado’ - sottolineano i deputati - commissionato dal Cantone, si afferma che ‘Economicamente non è trascurabile l’apporto fiscale dei centri di logistica integrata, ormai da porre fra i migliori contribuenti del Cantone, persino meglio delle maggiori banche’. Una generalizzazione incomprensibile se si pensa che in uno studio dell’Osservatorio dello sviluppo territoriale, a proposito delle attività di logistica internazionale si precisava che la rapida crescita di queste attività comporta un uso del suolo non indifferente, quindi indirettamente costi aggiuntivi per i comuni coinvolti. Aspetti che non sono stati valutati nel dettaglio da nessuno degli studi economici commissionati e presentati dal Cantone”
“Per essere affidabili e trasparenti - scrivono i deputati - gli studi commissionati dal Cantone devono basarsi su fatti chiari, accessibili a tutti, e il Consiglio di Stato deve essere in grado di giustificarle”.
Per questi motivi il gruppo MPS-POP-Indipendenti chiede all’Esecutivo quanto segue:
- Gli studi commissionati dal cantone vengano sottoposti a revisione paritaria (peer review)- Gli studi economici tengano conto anche degli aspetti sociali e ambientali e dell’evoluzione delle normative internazionali. Per questo è necessario che allo studio collaborino esperti di discipline diverse.- Le cifre citate dalle autorità e dall’amministrazione cantonale siano accessibili a tutti e che la metodologia sia chiaramente consultabile.- Il Consiglio di Stato e l’amministrazione cantonale siano in grado di rispondere in modo trasparente alle domande relative a studi commissionati dal cantone o ad affermazioni fatte da funzionari cantonali e dai consiglieri di Stato.
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