
Il mondo della cultura sta soffrendo a causa degli effetti collaterali del coronavirus. Molti eventi e festival sono stati annullati e le restrizioni legate alle manifestazioni (quelle con 1000 persone sono ammesse a determinate condizioni) pongono sotto pressione gli organizzatori. Per sensibilizzare sulle difficoltà che sta affrontando il settore, ieri è stata lanciata la ‘notte della luce’ (night of light), durante la quale diversi edifici si sono illuminati di rosso (vedi gallery).
L’iniziativa è nata in Germania, ma ha preso piede anche in Svizzera. In Ticino è stato Michele Alvarez, titolare della ditta Emme di Bioggio, il referente per l’iniziativa. Scopo dell’azione era di attirare l’attenzione sul settore in difficoltà e poter ricevere un aiuto concreto per non dover licenziare. Se infatti Alvarez può far capo al lavoro ridotto fino al mese di agosto, le incertezze sul futuro sono tante. E non solo per la sua azienda. “Alla politica chiediamo almeno un incontro, durante il quale possiamo esporre tutte le nostre richieste, che vanno dal mantenere il lavoro ridotto (che non sia solo legato al decreto covid) al credito Covid-19 che venga almeno in parte bonificato” ha spiegato ai microfoni di Teleticino. “Quest’anno avevamo un anno record sulla carta, ma si sta trasformando nell’anno peggiore da quando siamo in attività. In generale la categoria è messa male: l’80-100% degli eventi sono stati cancellati da marzo fino ad agosto”.
“Non ci aspettavamo un inizio così”
La crisi sta toccando tutti. In questo senso la storia di Andrea Grandi è emblematica. Solo pochi mesi fa si è buttato nel mondo degli eventi, lasciando un posto di lavoro sicuro e fondando la sua società specializzata in audio e luci. Grazie ai suoi risparmi e agli aiuti del Cantone, la ditta rimane a galla, ma il futuro è nebuloso: “Abbiamo iniziato bene e avevamo buone speranze per la primavera. Poi è arrivato il virus che ha dato il colpo di grazia. Pensavamo sarebbe stata una situazione transitoria. Ma sono stati annullati 8-10 matrimoni nel mese di maggio-giugno, così abbiamo cominciato a capire che la situazione era compromessa”.
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