
I coristi ticinesi sono pronti a far sentire la loro voce, in vista di un 2024 colmo di eventi in occasione dei cento anni della Federazione Ticinese delle Società di Canto, che comprende una cinquantina di cori e mille coristi. Concerti che si estenderanno su tutto il territorio e coinvolgeranno le società regionali. “L’entusiasmo è davvero tantissimo”, conferma ai microfoni di Ticinonews il responsabile eventi della Fondazione Roberto Ghiazza. “Si aspettava da tempo questo traguardo e dopo il periodo pandemico, che ha dato un colpo durissimo ai cori, ecco che adesso questo centenario può fornire l’opportunità di riprendere e rilanciare tutto quello che è il canto corale nella nostra zona”.
Un’occasione per dare visibilità a questa realtà
Con un nuovo logo e con lo slogan “100 anni, mille voci”, si inizierà con le valli a marzo, passando poi a maggio nel Locarnese, a giugno nel Mendrisiotto, e concludendo con Bellinzona e Lugano. Saranno eventi su più giornate e includeranno formazione, musica e convivialità. L’occasione del centenario ha però anche lo scopo di riportare sui cori un’attenzione che è andata persa. “Vogliamo dare più luce possibile a questa realtà della Svizzera italiana, perché spesso passa in secondo piano”, spiega il Presidente Roberto Del Prete. “Questo è il momento buono per dire ‘ci siamo anche noi’: i cori si impegnano settimanalmente con prove e concerti e portano avanti quella che è la cultura del nostro territorio”.
Un’ampia varietà
Si coinvolgerà inoltre il pubblico – ad esempio con il karaoke – e ci saranno ospiti internazionali, come il Queens' College di Cambridge (dal Regno Unito) e il Coro della Cattedrale di Granada (dalla Spagna). Un festival di varietà, come ribadisce il responsabile della Commissione musicale, Andrea Cupia. “Abbiamo cori giovanili, popolari, lirici, polifonici: tutto quello che esiste al mondo e che rappresenta un po’ la musica nel suo insieme, lo possiamo ascoltare riprodotto dai nostri cori”, sottolinea Cupia.
L’aspetto economico
L’impegno organizzativo è notevole e chiede anche uno sforzo economico importante. Dei 160mila franchi messi in preventivo, la Fondazione ne ha raccolti ad ora 120mila; si cercano quindi ancora degli sponsor. “Visto che le spese non sono indifferenti, chiediamo a chiunque possa aiutarci di dare una mano, perché è importante per il nostro territorio”, conclude Delprete.

