
Non è un caso che la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf abbia scelto come primo intervento pubblico del 2009 il Ticino. A portare il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia a Sud delle Alpi è la votazione sull’estensione degli accordi bilaterali a Romania e Bulgaria, in programma il prossimo 8 febbraio. Un appuntamento con le urne partito proprio dal Ticino, con la raccolta delle firme ad opera della Lega dei Ticinesi. Oggi pomeriggio alle 17.00 presso l'Università della Svizzera italiana, la consigliera federale è stata accolta dal direttore dell'AITI Sandro Lombardi, da Filippo Lombardi, senatore e copresidente del Comitato cantonale "Sì alla conferma degli accordi bilaterali Svizzera-UE", e dalla consigliera di Stato Laura Sadis. Dopo i saluti iniziali, la consigliera federale Widmer-Schlumpf ha tenuto una relazione dal titolo "Per il proseguimento delle nostre relazioni bilaterali con l'Unione europea, sì alla libera circolazione". I contrari all’estensione puntano il loro dissenso sul tema della sicurezza legato alla libera circolazione delle persone. Ma non solo. Un fronte trasversale da destra a sinistra, imputa agli accordi bilaterali la colpa di un sensibile peggioramento delle condizioni di lavoro. Bilaterali che in Ticino, dicono i contrari all’estensione, hanno portato dumping salariale. "Per quanto concerne la sicurezza - ha dichiarato la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf -, ora con gli accordi di Schengen e Dublino, abbiamo la possibilità di aumentarne il livello, e nelle dogane il dispositivo sarà ulteriormente rafforzato". Invece per quanto riguarda il tema del dumping salariale, Widmer-Schlumpf ha osservato: "Per quanto riguarda il dumping salariale, abbiamo le misure di accompagnamento. Sicuramente i controlli verranno rafforzati. Dovremo tuttavia essere molto vigili affinché i salari non vengano corretti al ribasso. Ad ogni modo il livello dei salari, in alcuni casi, è sceso ma questo non è per colpa dei bilaterali".La ministra ha partecipato questo pomeriggio a un incontro organizzato dall’AITI, associazione industrie ticinesi. Industrie che, con altre associazioni economiche e le principali forze sindacali, appoggiano l’ulteriore estensione a est dei bilaterali. Tra i temi di punta dei sostenitori vi è la necessità di rafforzare i legami con l’Europa in quanto primo partner commerciale della Confederazione. Una bocciatura, dicono i sostenitori, cancellerebbe tutti gli accordi fin qui siglati con l’Unione, e questo è un prezzo che non ci si può permettere di pagare. Il pomeriggio si è concluso con una discussione con il pubblico moderata da Moreno Bernasconi, caporedattore responsabile Confederazione del Corriere del Ticino.
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