
Una dura stoccata all'Europa e a Schengen giunge oggi da parte del granconsigliere PPD Fiorenzo Dadò, che su Facebook scrive: "Ci sono più controlli di Polizia durante un banale trekking in Nepal che non girovagando da uno Stato all'altro qui in Europa."
"Frontiere colabrodo, sicurezza e forti interessi economici per alcuni non possono più convivere: hanno fatto il loro corso!", continua Dadò.
Il capogruppo PPD in Gran Consiglio si riallaccia molto verosimilmente ai tragici fatti di Nizza, l'ultimo atto di una lunga serie di attentati terroristici che hanno sconvolto la realtà europea, e al fallimento dei servizi di sicurezza: "I risultati sono sotto gli occhi di tutti".
Dadò mette poi a nudo i limiti di Schengen: "È più difficile evitare i controlli doganali per un pezzo di grana padano da portare al campo base dell'Everest, durante un banale trekking in Tibet e in Nepal, che passare da una nazione all'altra, totalmente indisturbati e con qualsiasi cosa in tasca, qui in Europa".
Lo sfogo del granconsigliere PPD si conclude con un invito all'Europa ad aprire gli occhi "prima che sia troppo tardi".
Da noi contattato, Dadò ci spiega che a contare ora sono i fatti piuttosto che le parole o le inevitabili schermaglie politiche e ideologiche: "Contano i fatti, bisogna agire! Occorre reintrodurre immediatamente i controlli alle frontiere e rivedere gli accordi di Schengen."
"La Svizzera, come confermato anche dal direttore del Centro d'analisi del terrorismo di Ginevra Jean-Paul Rouiller, è un Paese ugualmente a rischio e non è pronta a fronteggiare questo nuovo tipo di terrorismo. Da parte elvetica - prosegue Dadò - si è sottovalutato il problema".
"È ovvio che non si può controllare tutto, ma la Svizzera non deve aver paura di far valere le proprie ragioni in difesa del territorio nazionale".
Tornando al Nepal, Dadò si meraviglia come un Paese poco confrontato con il fenomeno del terrorismo attui dei controlli più capillari che in Europa.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

