
La polizia non commenta, ma tra gli aspetti venuti alla luce durante il processo sull'incidente che ha visto protagonista Norman Gobbi ce n'è uno che potrebbe interessare diverse persone: gli etilometri non calibrati e nascosti ai conducenti per mesi. Chi è stato fermato in stato d'ebrezza in quel periodo può sperare di vedere rivista la propria posizione? "In questo caso credo assolutamente di no, perché stiamo parlando dell'etilometro precursore che è in dotazione ai poliziotti sulle autovetture", ci spiega Rossano Guggiari, avvocato e presidente dell’Unione automobilisti e motociclisti, precisando che "si tratta dell'apparecchio che fornisce un indizio e non la prova, che viene data dal test probatorio o dall'esame del sangue".
"Una brutta figura per la polizia"
Per quanto riguarda gli etilometri non calibrati, "le possibilità sono due: o segnavano troppo, oppure troppo poco. Nel primo caso, grazie al test probatorio l'errore veniva alla luce, nel secondo il tutto poteva solo andare a favore del conducente, ma non della sicurezza stradale". Per la polizia, conclude Guggiari, "è una brutta figura, perché i corpi devono essere dotati di strumenti adeguati e funzionanti".
"Eravamo all'oscuro del mancato funzionamento"
Un processo che ha investito la Polizia ticinese e il suo operato. "Sinceramente non ero a conoscenza di quanto emerso dal processo, che conferma le sensazioni uscite dal sondaggio", dice a Ticinonews Ivan Cimbri, presidente della Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia – sezione Ticino. "Per me gli strumenti di misura sono sacri e vanno tenuti come oracoli". Una situazione che potrebbe essere frutto delle misure di risparmio. "Purtroppo ci sono questi tagli sciagurati che probabilmente hanno influenzato anche questo", conclude Cimbri.

