
Dopo la condanna di venerdì scorso a Ümit Y. - il reclutatore jihadista ed ex agente di sicurezza della Argo 1, riconosciuto colpevole di violazione della legge federale che vieta i gruppi Al Qaeda e Stato islamico - un caso legato all'estremismo islamico rimane ancora aperto in Ticino. Si tratta di un cittadino turco residente a Viganello. Il Ministero pubblico della Confederazione ha infatti confermato al Corriere del Ticino e al Giornale del Popolo che nei confronti dell'uomo è ancora pendente un'inchiesta.
L'uomo era rimasto coinvolto nella maxi operazione condotta lo scorso febbraio a Lugano, volta a smantellare una cellula di reclutatori. Operazione durante la quale furono impiegati oltre 100 funzionari della polizia cantonale e federale, che aveva portato all'arresto di Ümit Y e all'individuazione di almeno altre sei persone vicine alle posizioni di Al Qaida, di al-Nusra o dell'Isis.
Il cittadino turco non era stato arrestato dopo il raid, ma gli inquirenti starebbero vagliando anche nei suoi confronti l'ipotesi di violazione dell'articolo 2 della legge che vieta i citati gruppi terroristici.
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