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"Estradatemi in Svizzera. Anzi no, resto in Italia"
"Estradatemi in Svizzera. Anzi no, resto in Italia"
"Estradatemi in Svizzera. Anzi no, resto in Italia"
Redazione
9 anni fa
Il presunto autore della rapina di Ligornetto cambia idea davanti ai giudici: "Ero sconfortato, rimango a Varese"

Sembrava tutto fatto. L'udienza di ieri davanti ai giudici della quinta Corte d’Appello di Milano avrebbe dovuto essere una semplice formalità visto che l'imputato, un 42enne italiano che lo scorso 29 marzo aveva rapinato la stazione di servizio Eni di Ligornetto, aveva dato il suo consenso all'estradizione in Svizzera. E invece quest'ultimo ha cambiato idea: vuole restare a Varese.

Stando a quanto riferisce la Prealpina, poche settimane fa l'uomo aveva scritto una lettera autografa in cui prestava il proprio consenso alla richiesta di estradizione avanzata dal procuratore pubblico Antonio Perugini. Poi il ripensamento, culminato nel dietrofront di ieri. La lettera, ha spiegato il 42enne, sarebbe stata scritta in un momento di profondo sconforto e senza il consenso del proprio legale.

La Corte d’Appello ha preferito rinviare ogni decisione in merito all’estradizione al 17 luglio prossimo. L'imputato, dal canto suo, afferma di essere estraneo ai fatti ma a smentire la sua tesi vi sarebbero le impronte digitali rinvenute sul suo casco dalla Polizia cantonale. Lo stesso casco gettato poco dopo la rapina, quando lo scooter che avrebbe voluto utilizzare per la fuga si era bloccato. Da qui la decisione di fuggire a piedi verso Clivio.

Domani i giudici dovranno affrontare le richieste di estrazione per gli altri due presunti complici del colpo, padre e figlio originari di Malnate, entrambi in stato di arresto. Il colpo fruttò un bottino di più di 10'000 franchi e il quarto componente della banda dei presunti rapinatori è attualmente in carcere in Ticino.

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