
Nei giorni scorsi gli uomini della Compagnia della Guardia di Finanza di Varese hanno concluso un’importante operazione, che ha portato all’arresto di una persona nella flagranza del reato di estorsione ed al deferimento a piede libero alla Procura della Repubblica di Varese di altri due soggetti.
L’indagine è stata avviata dalla denuncia presentata da un imprenditore varesino di 41 anni, il quale si era rivolto ad un soggetto in Svizzera per chiedergli in prestito la somma di € 29.000 che avrebbe dovuto restituire a mezzo di una successiva collaborazione, di fatto mai avviata.
A distanza di qualche tempo all'imprenditore è stata richiesta la restituzione della somma, che il predetto non poteva soddisfare avendola già impiegata nella sua attività. L’imprenditore ha emesso quindi 29 effetti cambiari, ciascuno dell’ importo di € 1.000 con scadenza mensile.
Dopo un anno, anche a seguito delle conseguenze della negativa congiuntura economica, che hanno riverberato effetti anche nelle attività da lui gestite, l’imprenditore varesino non è più riuscito ad onorare il debito. Ed è a questo punto che sono apparsi tre soggetti operanti nel milanese, i quali hanno imposto all’imprenditore la sottoscrizione di ulteriori 36 cambiali dell’importo di € 700 ciascuna, sostenendo che avevano provveduto ad estinguere il precedente debito con il creditore originario, nel frattempo “sfilatosi” dalla vicenda.
I predetti soggetti, conosciuti dalla loro vittima solamente con gli pseudonimi dagli stessi utilizzati, lo costringevano a pagare le prime rate, senza però restituire alcun titolo o consegnare alcuna quietanza di avvenuto pagamento.L’impossibilità della vittima a rispettare puntualmente le scadenze comportava che egli venisse raggiunto da numerosissime telefonate ed sms dal contenuto minatorio, ricevendo anche una “visita” a casa di quattro personaggi, col chiaro scopo intimidatorio di replicarla in caso di omesso pagamento.
Lo scorso 17 giugno veniva imposta all’imprenditore varesino la consegna immediata di € 2.800 da effettuare presso la stazione di servizio autostradale di Castronno, direzione Varese. All’appuntamento si presentava uno dei tre soggetti, il quale veniva costantemente monitorato dai militari, già appostatisi in zona ed allertati dalla denuncia da questi presentata. I finanzieri sono così intervenuti subito dopo la consegna del denaro da parte della vittima.
La successiva perquisizione del soggetto consentiva di trovargli addosso le banconote appena consegnate dalla vittima, precedentemente fotocopiate dai militari. Sono state trovate anche alcune cambiali, una intestata ad uno degli indagati ed altre prive dell’intestazione del beneficiario.
Il soggetto è stato così arrestato in flagranza del reato di estorsione ed associato presso il carcere varesino “Miogni”. Le ulteriori perquisizioni, eseguite a Milano presso il domicilio degli indagati, consentivano di individuare e sequestrare gli ulteriori pagherò cambiari la cui sottoscrizione era stata imposta all'imprenditore.
L’attività svolta dai finanzieri ha permesso di smantellare - nel giro di pochi mesi - il sodalizio criminale, così rimarcando la vicinanza della Guardia di Finanza a quanti, in un momento caratterizzato da particolari difficoltà economiche, sono costretti a subire i soprusi di chi, senza scrupoli, tenta di lucrare profittando della loro momentanea debolezza.
L’invito che la Guardia di Finanza rivolge a tutte le vittime di usura ed estorsione è quello di rivolgersi con fiducia alle Istituzioni, così che possano intervenire, sinergicamente, a contrasto delle angherie subite ed assicurare alla giustizia gli autori dei reati.
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