
Al centro del tentativo di sequestro di persona ed estorsione ai danni di un imprenditore 60enne svizzero tedesco, sventato giovedì scorso dalla polizia a Lugano, vi sarebbe un progetto immobiliare negli atolli dell'Oceano Indiano, dove c'è in ballo la costruzione di case popolari per circa 4-500 unità abitative destinate al turismo. Per presunti crediti che l'imprenditore dovrebbe a investimenti nel progetto, tre individui si sono presentati a casa sua, a Castagnola, chiedendo 3 milioni di dollari.
Il terzetto ha quindi prelevato l'uomo per recarsi in centro città a prelevare i soldi dalla banca, ma l'imprenditore era riuscito precedentemente a comunicare al telefono che qualcosa non andava al suo interlocutore, il quale ha allertato la polizia. A favore del 60enne ha pure giocato il fatto che un passante l'ha riconosciuto a Lugano e, capendo che qualcosa non andava, ha chiamato le forze dell'ordine nel frattempo giunte all'abitazione dell'uomo.
La vicenda si è poi conclusa presso l'autosilo in Piazza Castello. La polizia ha fermato un sequestratore, mentre gli altri due, che viaggiavano su una seconda auto, sono riusciti a fuggire e sono tutt'ora a piede libero.
Nei prossimi giorni sono in programma nuovi interrogatori per capire chi è il presunto mandante del tentativo di estorsione e sequestro. Secondo quanto riferisce il Corriere del Ticino le indagini portano fino allo Sri Lanka. In attesa che l'inchiesta chiarisca tutti i dubbi, priorità viene data alla protezione della vittima.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

