
Tempo di cambiamenti per l'Estival Jazz di Lugano: lo storico appuntamento musicale estivo della città sulle rive del Ceresio sarà a pagamento. Due serate su tre per l'esattezza, un nuovo modello per far fronte alle difficoltà finanziarie.
«Già gli ultimi anni ci dicevano che gli sponsor non c'erano più, che erano sempre meno. Gli ultimi tagli che sono stati fatti hanno reso di fatto impossibile una sostenibilità del festival senza un pagamento dei biglietti. Quindi la grossa introduzione è questa: ci sarà ancora una serata completamente libera, ma ci saranno due serate a pagamento fatte proprio per garantire la continuità e la sostenibilità del festival», ha dichiarato il vicesindaco di Lugano, Roberto Badaracco. «I prezzi non saranno esorbitanti, non saranno esagerati e quindi credo che abbiamo trovato l'equilibrio, la quadratura giusta del cerchio. Noi come Città abbiamo veramente voluto mantenerlo, perché l'altra ipotesi sarebbe stata quella della chiusura, che nessuno voleva».
Venditti e Ernia a pagamento
La 46. edizione si terrà dal 9 all'11 luglio. Ad inaugurare il rinnovato Estival Jazz sarà, giovedì 9 luglio una serata – a ingresso gratuito – con l’Hamilton de Holanda Trio feat. Salomão Soares & Thiago “Big” Rabello e l’Orchestra della Svizzera italiana. La seconda serata, venerdì 10 luglio, accoglierà Antonello Venditti, con la data inaugurale del tour legata alla pubblicazione del suo nuovo album live Daje!. A concludere il 46. Estival Jazz, sabato 11 luglio, il rapper e cantautore milanese Ernia con il suo Solo Per Amore Summer Tour. Due serate, queste, a pagamento: quella di Venditti con posti rigorosamente a sedere, quella più dinamica con Ernia, con posti in piedi.
Il passo indietro
Ma c'è un'altra grande novità: Jacky Marti ha confermato il suo passo indietro. Il fondatore e direttore artistico di Estival Jazz ha deciso di lasciare la sua funzione dopo 47 anni. «È un pezzo di storia che rimarrà nel mio cuore. Il mio augurio è di non pensare troppo al portafoglio, ma di pensare soprattutto a toccare il cuore del pubblico, il cuore della gente».

