
I dati provvisori forniti dall’Ufficio federale di statistica (UST) relativi alla domanda di turismo nel canton Ticino mostrano come l’estate 2016 sia stata una stagione di crescita del settore: nel cantone, infatti, gli arrivi turistici nel trimestre giugno-agosto sono cresciuti del 6.2%, assestandosi a 424'755, mentre le presenze sono state 927'298, in aumento del 6.3% rispetto all’estate del 2015, anno che, è giusto ricordare, è stato particolarmente difficile per il settore. Questa crescita segue e consolida in maniera importante le cifre relative al periodo primaverile. Il Ticino, inoltre, spicca tra le altre regioni della Confederazione per le quali la tendenza generale è rappresentata da un calo della domanda: per la Svizzera, infatti, la stagione estiva appena trascorsa è stata all’insegna della riduzione degli arrivi (-2.2%) e dei pernottamenti (-1.4%) di turisti. A livello cumulato, la domanda per i primi otto mesi dell’anno in Ticino si è attestata a 760mila arrivi (+4.2% rispetto al 2015) e 1milione 600mila presenze (+3.8%).
Il trimestre estivo ha visto un aumento del flusso di visitatori in tutte le regioni turistiche del cantone: la crescita più marcata è stata registrata nel Bellinzonese e Alto Ticino (+9.6% di presenze rispetto all’estate 2015) e nel Lago Maggiore e Valli (+9.8%). Più contenuti, invece, gli aumenti relativi al Luganese (+1.8%) e al Mendrisiotto e Basso Ceresio (+1.7%).
L’estate 2016 è stata una stagione di grande crescita del turismo interno: gli ospiti confederati sono stati 256'566, per un incremento dell’8.8%, a cui hanno corrisposto 580'355 presenze, in crescita del 9.3% rispetto al 2015. La domanda straniera è stata pari a 168'189 arrivi (+2.6%) e 346'943 presenze (+1.6%). Tra i visitatori stranieri spiccano i tedeschi i quali, nel corso del 2016, hanno fatto segnare un’importante aumento rispetto al 2015: nel corso dell’estate i turisti provenienti dalla Germania sono stati 35'452 (+10.4%) mentre le presenze sono state 94'658 (+13.2%). L’esatto opposto, invece, si può dire per la domanda proveniente da sud: la scorsa estate i turisti italiani sono diminuiti dell’8.1% e allo stesso modo sono calati i pernottamenti. Questa diminuzione va a sommarsi a quella già registrata nel corso della primavera. Per i restanti paesi si registrano delle fluttuazioni di segno opposto: i mercati relativi a Stati Uniti, Paesi del Golfo, Cina e Regno Unito hanno visto una riduzione della domanda estiva (per i Paesi del Golfo va considerato che il periodo dal 6 giugno al 6 luglio è stato dedicato al Ramadan), dato che si contrappone alla crescita registrata nel corso della primavera, mentre vi è stata una crescita del flusso di turisti provenienti da Francia e Olanda.
I risultati incoraggianti della stagione estiva spingono verso nuovi investimentiI sondaggi effettuati dall'Osservatorio del Turismo hanno messo in evidenza come il 19.6% delle strutture alberghiere intervistate prevede di effettuare degli investimenti nelle infrastrutture (es. alloggi, spazi comuni, ristorante) mentre il 5.4 % ha intenzione di accrescere l’attività di promozione e di marketing. Particolarmente interessante è confrontare tali risultati con quelli della passata stagione. Secondo i panelist O-Tur, tutti e tre gli indicatori (fatturato, pernottamenti, occupazione delle camere) hanno registrato valori in rialzo rispetto al mese di settembre 2015. In particolare, in aggregato, il 76.8% degli operatori ha registrato un numero di pernottamenti uguale o in aumento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Dopo i risultati incoraggianti del turismo ticinese durante l’estate 2016, la domanda relativa a settembre 2016 ha lo scopo di analizzare quante strutture O-Tur hanno in previsioni di effettuare degli investimenti o delle migliore in futuro. Tale analisi si basa sul confrontare le risposte fornite nel mese di settembre 2016 con quelle rilasciate nello stesso mese del 2015, dopo che il turismo ticinese aveva registrato una stagione estiva deficitaria. Rispetto al 2015, i risultati mostrano un aumento di circa il +9% delle strutture che hanno intenzione di investire per migliorare l’infrastruttura, in modo da offrire ai propri clienti nuovi locali, per esempio, alloggi, ristorante e spazi comuni, mentre un 5.4% (+1%) si concentrerà nell’incrementare la propria offerta di marketing e di promozione. Al contrario, circa il 23% delle strutture si trova costretta a non poter effettuare degli investimenti in quanto il budget a disposizione non lo consente.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

