
Lavoro nero, dumping, subappalti. Una giungla nell’Unione Europea che può essere resa meno selvaggia. Ma quanto è ampio il margine di miglioramento? Quando questo sarà chiaro, la Deputazione ticinese si farà portavoce a Berna delle rivendicazioni avanzate dopo il secco no espresso alle urne dai ticinesi, lo scorso inverno, al prolungamento e l'estensione degli Accordi Bilaterali. Saranno infatti i bilaterali il tema di principale interesse per il Cantone in vista della sessione estiva delle Camere federali. Il tema principale ma non l’unico, come discusso nell’incontro odierno dai deputati con il Consiglio di Stato. L’iniziativa pendente sull’amnistia fiscale, la nuova moratoria degli studi medici, il tracciato sud di AlpTransit e il documento sulla manifestazione nazionale Gottardo 2020 sono solo alcuni degli altri temi che, con i bilaterali, stanno particolarmente a cuore al Cantone. Tornando agli accordi con l’Unione Europea, la deputazione ha preso atto del rapporto preparato dal Dipartimento finanze e economia. "Servono risposte concrete, ovvero norme - ha detto il presidente della Deputazione ticinese, Ignazio Cassis -. Norme ad esempio che permettano di potenziare i controlli. Serve una rete di contatti privilegiati con l’amministrazione federale, con il Governo federale e le sue camere. E serve un’informazione più realistica sulle conseguenze che i bilaterali comportano per il Ticino". Insomma serve un'informazione corretta, che faccia da contraltare alle "propagande della paura" cui i ticinesi sono costantemente sottoposti, aggiunge Cassis: “Ad esempio nel campo della sicurezza le cose negli ultimi anni sono migliorate. Lo dicono i dati. Occorre dunque considerare anche il bicchiere mezzo pieno. Certo: laddove esistono dei problemi occorre intervenire puntualmente, magari anche effettuando dei contingenti sui lavoratori stranieri, come ventilato stamattina dalla consigliera federale Widmer-Schlumpf”[email protected]
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