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Ticino
Espulso un truffatore incallito
Redazione
11 anni fa
All'uomo, italiano, è stato revocato il permesso di domicilio a seguito della condanna per una truffa da 4 milioni

Un nuovo caso di revoca del permesso di domicilio decisa dal Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino è finito di recente all'attenzione dei giudici del Tribunale federale di Losanna.

Stavolta ad adire la massima corte elvetica è stato un cittadino italiano, classe 1946, che nel marzo 2013 il Dipartimento delle Istituzioni aveva invitato a lasciare la Svizzera a seguito di una condanna a due anni e nove mesi di carcere (di cui due anni e tre mesi sospesi condizionalmente) per ripetuta truffa.

L'uomo era giunto in Svizzera dapprima quale lavoratore stagionale. Nel 1987 aveva ricevuto un permesso di dimora annuale, seguito nel 1988 dal permesso di domicilio.

Nel 2000 era stato condannato a una pena detentiva di tre mesi, sospesa condizionalmente, per truffa processuale mancata e falsità in documenti. Durante lo stesso anno, aveva ricevuto un ammonimento dipartimentale.

Nel 2006 aveva smesso di lavorare, mettendosi a carico dell'assistenza pubblica. Dal 2009 è passato all'AVS, con una rendita anticipata.

Nel 2012 era stato nuovamente condannato per truffa, come citato in inizio di articolo. Una truffa compiuta su più anni e ai danni di più persone, che aveva causato un danno di oltre 4 milioni di franchi.

A seguito di questa condanna, il Dipartimento delle Istituzioni gli aveva quindi revocato il permesso di domicilio, fissandogli un termine per lasciare la Svizzera.

L'uomo ha ricorso contro la decisione dapprima al Consiglio di Stato, poi al Tram, in entrambi i casi senza successo.

Infine ha quindi deciso di rivolgersi al Tribunale federale, con il patrocinio dell'avvocato Elio Brunetti, chiedendo la restituzione del suo permesso di domicilio.

Ma i giudici di Losanna non hanno accolto le sue argomentazioni, nemmeno quelle riguardanti la salute. "Incontestabile e incontestato è che l'Italia dispone di infrastrutture adatte anche per la cura di patologie cardiache" si legge nella sentenza pubblicata oggi.

Il ricorso è quindi stato respinto e le spese di giustizia sono state poste a carico del truffatore italiano. Non si sa se le pagherà, visto che vanta già sette attestati di carenza beni. Ma in ogni caso dovrà lasciare la Svizzera.

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