
Un'altra decisione di espulsione decisa dalla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino è finita negli scorsi giorni sul tavolo dei giudici del Tribunale federale.
A inoltrare ricorso è stato un cittadino macedone che vive in Ticino dal 1995, con un permesso di dimora. L'uomo si è sposato con una sua connazionale nel 2002 e ha avuto due figli, ma nel 2006 si è separato legalmente dalla mamma, ottenendo un diritto di visita nei confronti dei figli e l'obbligo di versare loro dei contributi alimentari.
Nel dicembre 2014 la Sezione della popolazione ha però deciso di non rinnovargli il permesso di dimora e gli ha fissato un termine per lasciare la Svizzera, per motivi che non figurano nella sentenza.
Tale decisione è stata confermata, su ricorso, sia dal Consiglio di Stato sia dal Tribunale cantonale amministrativo.
Lo scorso 6 ottobre il macedone si è quindi appellato alla massima corte elvetica, chiedendo l'annullamento della decisione ticinese e quindi il rinnovo del suo permesso di dimora. Ma anche i giudici federale, con sentenza del 14 ottobre pubblicata oggi, hanno respinto la sua richiesta, dichiarando inammissibile il ricorso. L'uomo dovrà quindi pagare le spese giudiziarie di 500 franchi e lasciare il Paese in cui vive da oltre 20 anni e in cui i suoi figli continueranno a vivere.
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