
Tentato omicidio per dolo eventuale, rissa, contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope, ripetuta minaccia, danneggiamento, ripetuta ingiuria, violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari.
Sono i reati di cui si è reso colpevole un cittadino turco residente dal 2000 nel nostro Cantone, che nel 2012 è stato condannato a tre anni di carcere, parzialmente sospesi.
Dato che egli era inoltre stato per diversi periodi a carico dell'assistenza pubblica (per un totale di 29'000 franchi versati) e che nei suoi pochi anni di permanenza in Svizzera aveva collezionato ben una cinquantina di attestati di carenza beni (per oltre 80'000 franchi), il Dipartimento delle istituzioni aveva deciso nel 2013 di revocargli il permesso di dimora e di ordinargli di lasciare il territorio svizzero al momento della sua scarcerazione.
Egli ha presentato ricorso, dapprima al Consiglio di Stato poi al Tribunale amministrativo cantonale, sostenendo che essendo di origini curde sarebbe stato oggetto di discriminazioni in Turchia.
Ma ciò non è bastato a convincere i giudici cantonali, che con sentenza resa nota ieri, hanno respinto il ricorso del cittadino turco. Egli dovrà quindi lasciare la Svizzera, a meno che non voglia prolungare ancora un po' il suo soggiorno, tramite un ricorso al Tribunale federale, le cui speranze di successo sembrano comunque sin d'ora piuttosto esigue.
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