Cerca e trova immobili
Ticino
Espulso spacciatore in assistenza
Espulso spacciatore in assistenza
Espulso spacciatore in assistenza
Redazione
10 anni fa
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di un 67enne italiano che voleva continuare a vivere in Ticino

Un nuovo caso di espulsione decisa dalla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino è giunto di recente all'attenzione dei giudici del Tribunale federale.

Ad adire la massima corte è stato un 67enne cittadino italiano, giunto nel 2009 in Ticino, dove ha ottenuto un permesso di dimora per svolgere un'attività lucrativa, valido per cinque anni.

Nel 2014 egli ne ha quindi chiesto il rinnovo, ma il problema è che nel frattempo aveva avuto guai con la giustizia.

In particolare era stato condannato a una pena detentiva di 15 mesi, sospesi condizionalmente per due anni, per infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti. Era infatti stato riconosciuto colpevole di aver venduto, tra il maggio 2012 e l'ottobre 2013, almeno 183 grammi di cocaina a diversi acquirenti locali.

Vista la condanna e visto che l'uomo percepiva prestazioni assistenziali, nel 2014 il Cantone ha quindi deciso di negargli il rinnovo del permesso di dimora, intimandogli un termine per lasciare la Svizzera. Una decisione confermata, su ricorso, sia dal Consiglio di Stato che dal Tribunale cantonale amministrativo.

Il 67enne italiano si è quindi appellato alla massima corte elvetica, tramite l'avvocato Fabrizio Mion. Ma anche i giudici federali, con sentenza pubblicata oggi (2C_468/2016), hanno confermato la decisione della Sezione della popolazione, sottolineando che "durante questi pochi anni di presenza in Svizzera, egli ha ripetutamente infranto il nostro ordinamento giuridico in un ambito, quello degli stupefacenti, in cui la giurisprudenza si mostra particolarmente rigorosa" e che un ritorno dell'uomo in Italia, dove ha passato gran parte della sua vita, non risulterebbe problematico.

"La cultura e lo stile di vita della vicina Penisola, dove ha vissuto fino all'arrivo in Svizzera, gli sono infatti noti e non si discostano del resto in maniera sostanziale da quelli cui è abituato nel nostro Paese" scrivono i giudici federali nella loro sentenza. "Un trasloco nella fascia di confine, a pochi chilometri dalla sua attuale residenza, permetterebbe inoltre il mantenimento delle eventuali relazioni sociali instaurate durante il soggiorno nel Cantone Ticino."

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata