
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso inoltrato da un 41enne cittadino italiano che, patrocinato dall'avvocato Yasar Ravi, chiedeva l'annullamento della revoca del permesso di domicilio decisa dalla Sezione della popolazione del Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino.
Nella sentenza pubblicata oggi si legge che l'uomo ha coltivato marijuana per ben 4'400 chilogrammi, sempre nel nostro Cantone, tra il novembre 1999 ed il maggio 2003, in parte in correità con terzi.
La marijuana è stata poi venduta all'ingrosso a titolari di vari negozi di canapa, per un guadagno valutato in circa 5 milioni di franchi.
Nel dicembre 2012 l'uomo è stato condannato dalla Corte delle assise correzionali di Bellinzona ad una pena detentiva di venti mesi, sospesa condizionalmente per un periodo di due anni, per infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti.
Nel febbraio 2013, preso atto della condanna, il Dipartimento delle Istituzioni gli ha quindi revocato il permesso di domicilio di cui disponeva dal 1998 (dopo cinque anni di permesso di dimora), fissandogli un termine per lasciare la Svizzera.
La decisione è stata confermata su ricorso sia dal Consiglio di Stato che dal Tribunale cantonale amministrativo.
L'uomo ha quindi presentato un nuovo ricorso, al Tribunale federale, spiegando che è vero che non lavora, ma che non ha mai chiesto l'assistenza pubblica ed è in grado di provvedere al proprio mantenimento in Ticino.
Benché il ricorrente rilevi di non avere più legami con il proprio Paese di origine, va infine constatato che un suo trasferimento in Italia, dove ha vissuto fino all'età di diciannove anni e dove ha in seguito frequentato l'università, è invero tutt'altro che improponibile.
Ma i giudici di Losanna, sottolineando che "la cultura e lo stile di vita della vicina Penisola gli sono noti e non si discostano in maniera sostanziale da quelli cui è abituato" e che "sua madre, con la quale ha intensi contatti e che dichiara di mantenerlo, vive inoltre non lontano dal confine con la Svizzera così che un trasferimento nella stessa zona gli permetterebbe pure di salvaguardare tutte le relazioni sociali instaurate durante il soggiorno nel Cantone Ticino" hanno respinto il ricorso, ponendo inoltre a suo carico le spese giudiziarie di 2'000 franchi.
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