
Gli stranieri che commettono delitti gravi o che abusano delle assicurazioni sociali devono essere espulsi sistematicamente, senza se e senza ma. La decisione non deve essere demandata né all'apprezzamento delle autorità amministrative, come avviene ora, né ai Tribunali, come invece propone il controprogetto del Parlamento. A dirlo è il comitato interpartitico a favore dell'iniziativa lanciata dall'UDC per l'espulsione dei criminali stranieri, in votazione federale il prossimo 28 novembre. Il comitato favorevole all'iniziativa stamane ha esposto anche le ragioni del no al controprogetto del Parlamento. Un controprogetto, sostiene il comitato, che demandando la decisione ai Tribunali peggiora la situazione attuale. "E' solo fumo negli occhi", ha tagliato corto il deputato leghista Norman Gobbi. E ancora: "E' un controprogetto perfido che non dà soluzioni".Intanto fa ritorno la campagna pubblicitaria shock della pecora nera presa a calci da quella bianca. E a questa, si aggiunge poi quella di Ivan S. stupratore. Ben presto svizzero? Con quel nome Ivan, non certo scelto a caso.Per il comitato contrario, l'iniziativa UDC introduce una legge non solo xenofoba ma anche ingiusta in quanto colpisce l'interno gruppo familiare dello straniero che delinque. “Parlare di xenofobia non è corretto" ha risposto alle critiche Eros Mellini. Per il deputato in Gran Consiglio UDC la legge colpisce unicamente i criminali stranieri, che sono una piccolissima minoranza. Quanto al ricongiungimento familiare, ha continuato Mellini, deve valere nei due sensi: "Il ricongiungimento familiare non deve funzionare a senso unico, i membri della famiglia possono ricongiungersi anche nel loro paese d’origine anzi, nel caso di delinquenti è auspicabile che lo facciano". [email protected]
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