
Una madre straniera e suo figlio, che vivono in Ticino con un permesso di domicilio, dovranno lasciare la Svizzera a causa della loro dipendenza dalla pubblica assistenza.
Lo ha stabilito il Tribunale federale con una sentenza pubblicata oggi (2C_611/2017), che respinge il ricorso presentato dalla madre per sé e per suo figlio.
Ad espellerli era stata la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, che nel novembre 2015 aveva deciso di revocare loro i permessi di domicilio, come detto a causa della loro dipendenza dall'assistenza.
La madre si era opposta alla decisione, che era però stata confermata dal Consiglio di Stato con una risoluzione datata 7 marzo 2017. La donna aveva quindi provato a ricorrere al Tribunale amministrativo cantonale, ma questi non aveva voluto entrare in merito in quanto l'anticipo delle presunte spese processuali non era stato versato entro il termine assegnato.
Lo scorso 5 luglio la donna si è quindi appellata al Tribunale federale, per sé e per suo figlio, presentando un certificato medico che avrebbe dovuto giustificare il ritardo del pagamento e chiedendo quindi l'annullamento della sentenza cantonale.
Ma i giudici federali nella loro sentenza scrivono che "il certificato medico prodotto, attestante di un'inabilità lavorativa totale della madre, non provava tuttavia che ciò le aveva impedito di effettuare tempestivamente il bonifico richiesto rispettivamente di farlo fare a terzi." Inoltre il Tribunale federale evidenzia che "il loro (tuttora) patrocinatore sapeva delle conseguenze derivanti da un mancato ossequio del termine assegnato per il pagamento, ragione per cui avrebbe dovuto effettuare in loro vece il versamento in questione."
I giudici hanno quindi ritenuto il ricorso "manifestamente infondato" e l'hanno respinto, ponendo a carico della donna, la cui nazionalità non è resa nota nella sentenza, le spese giudiziarie di 500 franchi.
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