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Ticino
Espulsa una famiglia italiana: "Non lavoravano"
Espulsa una famiglia italiana: "Non lavoravano"
Espulsa una famiglia italiana: "Non lavoravano"
Redazione
10 anni fa
Il Tribunale federale dà ancora una volta ragione a Gobbi in merito all'espulsione di una famiglia dal Ticino

"Il Ticino non fa altro che applicare la legislazione federale" afferma il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ogni qualvolta viene accusato di applicare una politica troppo severa in merito all'espulsione di cittadini stranieri dalla Svizzera.

Una tesi, quella di Gobbi, che viene confermata ancora una volta, oggi, dal Tribunale federale.

I giudici di Losanna sono stati chiamati ad esprimersi sul ricorso presentato da tre cittadini italiani - padre, madre e figlia - che la Sezione della popolazione del Canton Ticino aveva deciso di espellere in quanto dipendenti dall'assistenza pubblica.

I tre erano giunti in Svizzera nel 2007, a Neuchâtel, avevano ottenuto un permesso di dimora e nell'anno seguente si erano trasferiti in Ticino. Dal 2009 avevano iniziato a beneficiare di aiuti pubblici, dapprima sotto forma di indennità di disoccupazione, poi di prestazioni assistenziali.

Nel 2012 i tre cittadini italiani avevano poi chiesto il rilascio di un permesso di domicilio.

Ma durante l'istruttoria era emerso che sia il padre che la madre non erano ancora riusciti a trovare un lavoro e che continuavano a dipendere dall'aiuto sociale. La Sezione della popolazione, con decisione risalente al gennaio 2014, aveva quindi negato il rilascio dei permessi di domicilio e nel contempo rifiutato il rinnovo dei permessi di dimora.

Su ricorso, il Consiglio di Stato aveva confermato la decisione nel maggio seguente. Poi, in dicembre, era invece stato il Tribunale amministrativo cantonale a confermare la decisione della Sezione della popolazione.

I tre avevano comunque deciso di tentare la loro ultima carta, quella del ricorso al Tribunale federale.

Ma i giudici federali, con sentenza pubblicata oggi (2C_98/2015), hanno respinto il ricorso e confermato la decisione del Canton Ticino. Padre, madre e figlia dovranno quindi fare ritorno in Italia, oltre a pagare le spese giudiziarie di 1'000 franchi.

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