
Dovrà lasciare la Svizzera la 40enne cittadina italiana che l'8 giugno 2013 accoltellò il proprio compagno durante una lite nel loro appartamento di Lugano-Cassarate (vedi articoli suggeriti).
Per quel reato, che la vittima le aveva perdonato tramite una lettera aperta inviata ai media, la Corte delle assise criminali l'aveva condannata a quattro anni di carcere, riconoscendola colpevole di tentato omicidio intenzionale. E subito dopo la sentenza la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino aveva deciso di revocarle il permesso di domicilio.
Una decisione, quest'ultima, confermata su ricorso sia dal Consiglio di Stato che dal Tribunale cantonale amministrativo.
La donna, nata e cresciuta in Svizzera e al beneficio di una rendita AI intera con un grado di invalidità del 75%, si è quindi appellata al Tribunale federale, tramite l'avvocato Daniele Iuliucci.
Ma anche i giudici di Mon Repos hanno sottolineato che il reato commesso dalla donna "è uno dei più gravi contemplati dal nostro ordinamento giuridico" e hanno quindi confermato la decisione ticinese, ponendo a carico della ricorrente le spese giudiziarie di 2000 franchi.
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