
Aveva suscitato parecchia commozione, nel dicembre 2013, la vicenda di Monica Silva, una donna brasiliana al beneficio dell'invalidità che era stata espulsa dalla Svizzera dopo aver vissuto per oltre 20 anni a Chiasso.
Dopo averla fatta sorvegliare per sei mesi dalla Polizia, la Sezione della popolazione aveva ritenuto che il domicilio della donna a Chiasso fosse fittizio e che il suo centro di interessi si trovasse in realtà poco oltre il confine, a Varese, nella casa del suo curatore e compagno Andrea Bianchi. Per questo motivo Monica Silva si era vista revocare l'assegno per grandi invalidi e aveva ricevuto l'ordine di lasciare la Svizzera (vedi articolo suggerito).
La decisione della Sezione della popolazione era poi stata confermata, su ricorso, sia dal Consiglio di Stato (luglio 2014) che dal Tribunale cantonale amministrativo (aprile 2015).
Nel giugno 2015 Monica Silva ha quindi ricorso al Tribunale federale, tramite l'avvocato Fulvio Pezzati, chiedendo l'annullamento della decisione ticinese.
Ma, con sentenza pubblicata oggi (2C_498/2015), anche i giudici di Losanna hanno respinto il ricorso della donna, ponendo a suo carico le spese giudiziarie di 1'500 franchi.
Dopo oltre 23 anni di vita a Chiasso, dove ha tra l'altro pure lavorato come assistente di cura alla casa anziani, Monica Silva dovrà quindi abbandonare la Svizzera e soprattutto dire addio alla sua rendità di invalidità.
AS
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