
"Alessia la razzista non c'è più" scrive oggi a caratteri cubitali su Facebook, con evidente soddisfazione, il deputato leghista Massimiliano Robbiani.
"Ci è stato annunciato da fonte che pare fortemente attendibile" scrive colui che è anche municipale di Mendrisio, "che Alessia è stata prelevata dalla Polizia cantonale al Fox Town, è stata accusata di razzismo e le è stato revocato il permesso G (permesso per frontalieri). Chi è razzista e sputa nel piatto dove mangia deve fare questa fine! Giustizia è fatta! Mettete mi piace e fate girare! Si deve sapere!".
In pratica, quindi, Robbiani sostiene che colei che dopo la votazione sul salario minimo scrisse sul proprio profilo Facebook "Svizzeri di merda", e che ci accusò di "inutilità a livelli storici", sia stata cacciata dal Paese. E che quindi abbia perso il suo impiego come frontaliera.
Una partenza dalla Svizzera, quella di Alessia di Cantù, che era stata invocata da più parti in casa Lega. "Cara Alessia" aveva scritto il consigliere nazionale e municipale di Lugano Lorenzo Quadri. "Se gli Svizzeri sono così "di merda" (ma i soldi ricevuti in Svizzera evidentemente non ti fanno poi così schifo) torna nel tuo bel Paese culla dell'arte e non varcare mai più il confine".
Ora, secondo Robbiani, ciò è accaduto.
La Polizia cantonale, da noi interpellata, si dice però all'oscuro di tutto. Non risulta alcun provvedimento nei confronti di persone di nome "Alessia", né interventi di Polizia al Fox Town negli scorsi giorni.
Che Alessia, malgrado l'esultanza di Robbiani, sia ancora qui pronta a battere nuovamente le dita sulla tastiera?
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